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L’ultima medaglia fa sorridere Bongiorni «Grande emozione, sono orgogliosa di noi»

Andrea Chiavacci
L’ultima medaglia fa sorridere Bongiorni «Grande emozione, sono orgogliosa di noi»

Atletica La velocista pisana racconta il bronzo conquistato agli Europei con la 4x100

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PISA.  Pisa sfreccia a tutta velocità grazie ad Anna Bongiorni che è tornata dai campionati europei di Monaco con una medaglia di bronzo nella staffetta femminile 4x100 conquistata assieme a Dalia Kaddari, Zaynab Dosso e Alessia Pavese.

Per la 28enne velocista pisana, figlia d'arte, una grande soddisfazione a un mese esatto dal record nazionale in staffetta conquistato ai mondiali di Eugene in 42"71. A Monaco è arrivata una medaglia che in questa specialità mancava dal 1954 con il tempo di 42"84 e il brivido del primo cambio. «La medaglia europea era uno dei nostri obiettivi – racconta l’atleta – e conquistarla nell'ultima gara dei campionati è stata una grande emozione. Bella la premiazione all'Olimpiapark davanti finalmente a tanta gente dopo un'Olimpiade senza pubblico. Sono orgogliosa anche perché sono una delle più "vecchiette" e per tante ragazze sono un punto di riferimento».

Quanto è stato difficile correre a un solo mese di distanza i campionati mondiali?

«Non è stato semplice ma nel complesso siamo molto contente. La nostra stagione è positiva. Non è poco portare a casa una finale mondiale, con record italiano, e un bronzo europeo vista anche una concorrenza agguerrita. Siamo un gruppo molto compatto di 7-8 ragazze che ci completiamo bene. A Monaco ad esempio mancava Vittoria Fontana che è stata sostituita molto bene da Alessia Pavese. Più che il tempo contava il risultato e ci siamo prese anche qualche rischio per portarci a casa questa medaglia».

A livello individuale come stanno andando le cose?

«Nella prima parte di stagione ho avuto qualche infortunio e quando ho capito che non potevo qualificarmi per 100 e 200 metri mi sono concentrata sulla staffetta sia per i mondiali che per l'europeo. A conti fatti la scelta è stata giusta. Mi piacerebbe chiudere la stagione disputando qualche gara individuale ai meeting e mettere un po' di fieno in cascina in vista dei mondiali del prossimo anno a Budapest».

Oltre allo sport quali sono i suoi progetti?

«Alla fine dello scorso anno ero indecisa se smettere o andare avanti. Poi le cinque medaglie d'oro conquistate dall'atletica azzurra alle Olimpiadi mi hanno dato la carica per portare avanti il sogno di conquistare qualcosa di grande. Sono laureata in medicina e devo iniziare la specializzazione per il lavoro a tempo pieno in ospedale».

Fino a quando andrà avanti anche con le gare?

«L'idea è quella di arrivare al 2024 con le olimpiadi di Parigi e gli europei di Roma. Anche se dovessi vincere dieci ori (sorride, nda) metterò fine alla mia carriera agonistica e mi concentrerò esclusivamente sul lavoro. Devo decidere se in pediatria o se concentrarmi su medicina dello sport».

A chi dedica questa medaglia?

«La dedico al mio ragazzo Francesco Basciani, che è un ex velocista, ed è stato fondamentale dopo l'infortunio che ho avuto a maggio. Un grazie alla mia famiglia e al mio allenatore, che è mio babbo Giovanni, e al gruppo sportivo dei carabinieri».


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