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Dall’Eccellenza in giù tutto resta fermo I club applaudono: decisione opportuna

Alessandro Marone
Dall’Eccellenza in giù tutto resta fermo I club applaudono: decisione opportuna

Oltre al Covid c’era anche il caso dei giocatori negativizzati «Dopo due mesi di stop sarà come ricominciare il torneo»

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PONTEDERA. Non si torna in campo a fine gennaio, slitta di altre due settimane la ripresa dei campionati dilettantistici (dall’Eccellenza in giù) e giovanili. L’ufficialità del prolungamento dello stop è arrivata martedì al termine della riunione del Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Toscana Lnd presieduto da Paolo Mangini: ripartenza fissata per il fine settimana del 12-13 febbraio. Confermato lo slittamento del calendario, si riparte dalle partite previste nel weekend dell’8-9 gennaio.

Lorenzo Collacchioni, allenatore del San Miniato Basso, dice: «Decisione opportuna, vista la situazione. Oltre al Covid c’era il problema dei ragazzi negativizzati che non potevano tornare ad allenarsi prima di sostenere la visita: queste settimane saranno utili per recuperare dei giocatori. Il girone è composto da meno squadre rispetto agli altri anni, ci sono le tempistiche idonee per concludere la stagione. Anche noi abbiamo avuto qualche defezione, ma i ragazzi si stanno allenando benissimo e ciò mi dà fiducia. La voglia di tornare in campo è tanta: venivamo da un bel filotto, ora si resetta tutto ed inizia un altro campionato, sarà una bella prova».

Massimo Macelloni, allenatore dell’Atletico Cenaia: “«A livello sanitario credo che la decisione sia giusta. Ottimo l’accorciamento dei tempi per le visite mediche, c’è un maggior margine per recuperare calciatori positivi. Chiaro che allenarsi senza disputare partite è dura. Noi torneremo in campo prima (posticipata al 6 febbraio la semifinale di Coppa Italia contro la Massese) e questo ci aiuta un pochino a tenere alta la concentrazione: ci attende una ripresa tosta e una bella partita. In allenamento si percepisce che la testa dei ragazzi è già rivolta a questo match, ci teniamo a far bene».

Livio Paci, allenatore del Ponsacco: «Se la sospensione è stata utile per definire le ultime regole e superare il picco di contagi ben venga. Sono pienamente d’accordo sulla riduzione delle tempistiche per il ritorno all’attività dei calciatori positivi. Non sarei molto favorevole ad un’eventuale riapertura dei trasferimenti: in pratica il mercato sarebbe aperto tutto l’anno. Per fortuna non sono stati riscontrati contagi e gli allenamenti procedono regolarmente, anche se senza partite è difficile. Nella finestra di mercato invernale abbiamo rivoluzionato la squadra, sono arrivati tanti giocatori nuovi e stiamo approfittando per creare l’amalgama. Alla ripresa osserveremo il turno di riposo, quindi il ritorno in campo sarà a due mesi dall’ultima partita: inizierà un altro campionato».

Sandro Marcheschi, diesse della Cuoiopelli: «Non è semplice, si tratta di riprogrammare. Speriamo sia la volta buona, altrimenti ci potrebbero essere problemi a livello di tempistiche per concludere la stagione. La voce del prolungamento dello stop circolava da giorni, non è stato un fulmine a ciel sereno: è chiaro che, dopo due mesi fermi, inizia un nuovo campionato. Senza l’obiettivo della partita è più difficile mantenere alta la concentrazione, ma i ragazzi stanno lavorando bene e gli allenamenti procedono secondo programma. Sono d’accordo con l’accorciamento delle tempistiche per il ritorno in campo, le società e le strutture sarebbero andate in difficoltà. Spero che i contagi si abbassino e che ci attenda un periodo più tranquillo».

Mirco Ragoni, diesse dei Fratres Perignano: «Siamo stati colpiti in maniera pesante dal Covid: metà squadra è stata contagiata. Siamo ancora in una situazione di emergenza e, visto che si era nelle condizioni idonee a livello di tempistiche, sono d’accordo con la decisione presa dal Comitato Regionale: credo che abbia fatto di tutto per aiutare le società e favorire una ripresa dei campionati in condizioni di equità e maggiore sicurezza. Per fortuna è stato approvato il protocollo return to play: attendere un mese per sostenere la visita sarebbe stato un disastro. Ci stiamo allenando in numero ridotto, speriamo di recuperare tutti il prima possibile».

Riccardo Marmugi, allenatore del Tuttocuoio: «Il prolungamento dello stop era nell’aria, ma così diventa difficile programmare. Se la decisione fosse stata presa prima ci avrebbe consentito di prepararci in maniera più adeguata e svolgere un tipo diverso di lavoro atletico. Mi auguro che la sospensione sia utile, ma avrei preferito una presa di posizione netta. C’è un senso di insicurezza ed incertezza ed anche la paura di non ricominciare: se dovessimo fermarci ancora sarebbe problematico concludere la stagione. Noi non giochiamo da metà dicembre e dobbiamo recuperare anche la prima di ritorno contro l’Atletico Piombino (i neroverdi hanno presentato ricorso anche per la sconfitta a tavolino nel derby contro il San Miniato Basso), potrebbe attenderci un tour de force. Difficile mantenere alta la concentrazione e l’attenzione senza il punto di riferimento della partita, per fortuna non sono stati riscontrati contagi e ci stiamo allenando regolarmente. L’approvazione del protocollo return to play è un’ottima notizia per le società, che già sono in difficoltà; contagi e infortuni saranno le mine vaganti alla ripresa».

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