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Tonelli celebra l’impresa abbracciando la sua moto

Alessandro Bientinesi
Tonelli celebra l’impresa abbracciando la sua moto

Il pilota nato a Cascina e cresciuto a Peccioli è riuscito a terminare la Dakar 2022 coronando una maratona sulle due ruote lunga 12 giorni e oltre 8.400 chilometri

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Alessandro Bientinesi

CASCINA. Alla fine ha deciso di abbracciarla, la sua moto. Distrutto e felice allo stesso tempo. Con lei ha passato 12 giorni di fila tra tempeste di sabbia, dune insidiose, buche e un totale di 8. 404 chilometri quasi sempre a gas aperto. Leonardo Tonelli, cuore diviso a metà tra Cascina e Peccioli, il più giovane in assoluto alla Dakar 2022, ha portato a termine la competizione a due ruote più famosa al mondo.

Un’impresa tutt’altro che scontata, visto che Leonardo era all’esordio in una corsa affascinante e storica ma tra le più pericolose al mondo. Con una Ktm Husqvarna e grazie al suo team Africa Dream Racing, però, il ragazzo originario di Peccioli e cresciuto a Cascina, nonostante un avvio disastroso e sfortunato ha dimostrato tutto il suo valore. E ora pensa già alla Dakar 2023. «La liberazione del traguardo, gioia e amarezza allo stesso tempo. Ci vediamo l’anno prossimo. Grazie mille a tutti, è stato bellissimo sentire tutto il vostro affetto», ha scritto su Facebook il pilota 23enne pisano postando proprio la foto mentre accarezza dolcemente, come fosse una fidanzata, la sua Ktm.

L’inizio, come detto, è stato da incubo. E la Dakar, tradizionalmente difficile anche quando si è spostata dall’Africa all’Arabia Saudita, ha chiesto subito il conto a Tonelli. Dopo il prologo di oltre 614 chilometri concluso con un’ottima 70ª posizione su oltre 140 partenti, al secondo giorno la sfiga colpisce subito: al chilometro 10 problemi al sistema di iniezione della moto, ma Tonelli non molla e con l’aiuto della popolazione locale e del suo kit degli attrezzi riesce a ripartire. La moto si ferma ancora al chilometro 196 e la speciale si conclude con un ritardo di 18 ore dai primi in classifica. Praticamente il giovane centauro pisano perde quasi due giorni, ma riesce a ripartire anche se, per la classifica generale, i ritardo accumulato è incolmabile rispetto ai primissimi in classifica.

Ripartendo da Riyad praticamente ultimo in classifica, grazie anche al sostegno di babbo Davide, che le Dakar le guardava in televisione con il piccolo Leonardo e in questi giorni l’ha accompagnato in Arabia Saudita, la Ktm sembra volare sulle dune e Tonelli riesce ad arrivare 50° di tappa. Allo stage 7 Leonardo si piazza addirittura nella casella 48, quattro più in basso di Danilo Petrucci, ex pilota Moto Gp che con la sua Ktm ufficiale riuscirà, da esordiente, anche a vincere una tappa. Nella speciale brutale di 828 chilometri, fatta da 100 chilometri di dune massacranti, Tonelli dimostra tutto il suo talento: 46° posto (sui 130 motociclisti rimasti in corsa) a meno di un’ora di distacco dal fortissimo britannico Sam Sunderland. Alla Dakar un distacco tutt’altro che negativo. I problemi non mancano, come la rottura del pernio del forcellone e, al giorno 11, quando appena partiti un pilota, in mezzo alla polvere, centra in pieno il centauro pecciolese rompendo la pulsantiera del Road Book. Strumento fondamentale per orientarsi nel deserto. Il finale è incredibile, con l’ultimo stage di 680 chilometri da Bisha a Jeddah che vede Tonelli sulle ali dell’entusiasmo, consapevole di essere a un passo da concludere la sua personale impresa. Trova anche il tempo di fermarsi a soccorrere l’amico francese Charlie Herbst, poi riprende la corsa e chiude al 42° posto la tappa finale a soli 23’dal primo posto. Infine l’abbraccio a suo padre, alla moto, al team e, virtualmente, a tutta la Toscana che l’ha sostenuto.

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