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L’Etrusca vola, il coach frena: «No a pressioni fuori luogo»

Stefano Scarpetti
L’Etrusca vola, il coach frena: «No a pressioni fuori luogo»

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Stefano Scarpetti

SAN MINIATO. Primo posto in classifica con 8 vittorie e 1 sconfitta, alle sue spalle ad inseguire nel girone A di serie B ci sono corazzate del calibro di Elecronics Legnano, Paffoni Omegna ed Elachem Vigevano. Non finisce di stupire La Patrie Etrusca San Miniato, che ormai da due tre stagioni – se consideriamo quella interrotta per Covid- staziona nelle prime posizioni. A San Miniato si vive il momento cavalcando l’entusiasmo, mantenendo però i piedi per terra, consapevoli di essere inferiori ad altre realtà sul piano tecnico e del budget a propria disposizione.

Gli ingredienti che stanno consentendo di raggiungere risultati sorprendenti, sono l’unità di un gruppo solido, sacrificio ed etica del lavoro.

È innagebile che vincere il derby contro Empoli è stata una soddisfazione in casa sanminiatese, non può mai essere considerata una partita come le altre come conferma il coach Alessio Marchini, ex della gara: «Era una partita che sentivo particolarmente avendo allenato lì gli ultimi due anni, ma sia io che i ragazzi siamo riusciti a gestire bene la tensione avvicinandosi alla gara con serenità. Non era facile anche perché Empoli – commenta il coach – veniva al Fontevivo forte di tre vittorie consecutive, un ulteriore successo sarebbe stato vissuto come un’impresa mentre una sconfitta sarebbe stata considerata normale. La squadra ha rispettato il piano imponendo buoni ritmi, difendendo molto bene, soffrendo solo in alcune circostanze le percussioni di Guerra. Siamo stati bravi a rispondere ai loro tentativi di rientrare in partita allungando in maniera definitiva fino al massimo vantaggio di 27 lunghezze acquisito nell’ultima frazione, è naturale che nel finale ci possa essere un pizzico di superficialità e minore attenzione».

Tornano quindi ad accendersi i riflettori sulla squadra, che può essere definita una guastafeste, soprattutto per il gioco che esprime fatto di grande corsa ed aggressività e una difesa molto fisica ed organizzata. Nessuno però fa “voli pindarici”. «Non dobbiamo crearci tensioni o pressioni fuori luogo – afferma Marchini- dobbiamo continuare ad esprimere il nostro gioco, solo correndo possiamo far bene. Se smettiamo di farlo possiamo andare incontro a difficoltà, la nostra forza è il gruppo e la volontà dei ragazzi di fare sacrifici giocando in condizioni non perfette. Faccio due esempi: Benites a Pavia ha giocato nonostante non riuscisse ad alzare un braccio dal dolore, Quartuccio contro Empoli era sul parquet nonostante non stesse bene prima, durante e dopo la partita». La testa è già alle prossime due partite: domenica al PalacreditAgricole arriva Piombino e mercoledì 8 dicembre trasferta a Borgomanero, gare da preparare nei minimi dettagli per evitare sorprese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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