Il Tirreno

Pontedera

Questa volta la “dura legge del gol” presenta un conto salato al Pontedera

Pietro Mattonai
Questa volta la “dura legge del gol” presenta un conto salato al Pontedera

Partenza difficilissima in casa del Cesena, ma poi i granata entrano in partita e sfiorano un pari che avrebbero meritato

3 MINUTI DI LETTURA





Pietro Mattonai

Più che una partita, una canzone. “La dura legge del gol”, quella degli 883, con Max Pezzali che nel 1997 cantava «loro stanno chiusi ma, alla prima opportunità, salgon subito e la buttan dentro a noi». Sintesi perfetta del terzo ko consecutivo del Pontedera - il quarto in cinque trasferte - che si arrende per 2-1 a un Cesena cinico e spietato.

La sconfitta, per i granata, è immeritata. A far la differenza, però, sono i dettagli. E l’approccio da grande squadra del Cesena, che quando si trova davanti ad Angeletti - in porta al posto di Sposito - difficilmente sbaglia la mira. Alla prima occasione i romagnoli ci vanno vicinissimi colpendo la traversa con Ardizzone, ma alla seconda, neppure un minuto più tardi, non sbagliano e vanno in vantaggio con il colpo di testa di Bortolussi. Il Pontedera, nel primo quarto d’ora, è in balia degli avversari: il centrocampo bianconero, con gente d’esperienza come Missiroli, Rigoni e Ardizzone - oltre 800 presenze in tre tra Serie A e B - fa quel che vuole. Il merito dei granata è quello di rimanere in partita e di non perdersi d’animo dopo un avvio shock. Perché con il passare dei minuti, la squadra di mister Ivan Maraia esce allo scoperto e lo fa con personalità. Benedetti, Magnaghi e Milani scaldano i motori e iniziano ad aumentare i giri, creando più di un problema alla difesa del Cesena. Il più pericoloso, tra i tre, è proprio l’attaccante ex Sudtirol, che da fuori area va vicinissimo al gol del pareggio.

I padroni di casa soffrono le iniziative del Pontedera, ma lo fanno con ordine e lucidità. Da grande squadra, appunto. E sempre da grande squadra, i romagnoli trovano il raddoppio nel momento migliore dei granata, sfruttando una mischia in area che Tonin risolve da pochi passi dalla porta di Angeletti. «Fai un gran bel gioco però, se non hai difesa gli altri segnano, e poi vincono», cantava ancora Max Pezzali.

Nella ripresa, il Cesena riparte forte colpendo una traversa ancora con Ardizzone, ma stavolta l’offensiva si esaurisce qui. I granata, tornati in campo con un Mutton in più in attacco, continuano a macinare gioco, sperando di riaprire la partita il prima possibile. Cosa che, sull’ennesimo calcio d’angolo battuto da Caponi, accade: il solito Magnaghi anticipa tutti, anche il portiere, e insacca. La reazione granata è rabbiosa e meriterebbe qualcosa in più, ma neppure gli ingressi di Barba e Mattioli a sostegno di Magnaghi e Mutton cambiano l’inerzia della partita. Un’altra trasferta e un’altra sconfitta, dunque, per il Pontedera. Che stavolta, però, ha un sapore molto diverso da quelle di Imola e Gubbio. I granata, contro il blasonato Cesena, non escono dal campo ridimensionati, anzi: dopo il ko con la Lucchese serviva una risposta e la risposta è arrivata. Lunedì, contro la Reggiana, il Pontedera andrà a caccia dell’impresa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli