Beach soccer, dal Pisa alla Nazionale: Casapieri dopo lo scudetto insegue il titolo europeo
PISA. Agli europei di beach soccer in Portogallo che prendono il via oggi il Pisa campione d'Italia è rappresentato da Leandro Casapieri. Miglior portiere della Serie A e alla prima avventura in azzurro.
«Per me è la prima volta in Nazionale ma troverò avversari che conosco bene. Seguo il mio sport con grande attenzione – racconta – poi questa convocazione arriva dopo un'estate importante e ricca di soddisfazione».
Come arrivate all'appuntamento continentale?
«Ci siamo allenati duramente al centro Coni di Tirrenia e sono convinto che possiamo fare bene. Per essere competitivi in una competizione di pochi giorni serve una preparazione all'altezza come abbiamo fatto. Qui ti fanno sentire come a casa e poi per me Tirrenia lo è davvero visto che sono di Viareggio».
Qual è l’obiettivo?
«Pensare a una partita alla volta. È un girone da quattro che manda direttamente in finale la prima. Bisogna cercare di vincerle tutte a cominciare da oggi con la Svizzera. Pure Ucraina e Portogallo sono avversari di primo livello».
Le squadre più temibili?
«È un torneo breve e di altissimo livello. Ci sono le quattro squadre europee che hanno disputato il mondiale. Infatti oltre a Portogallo e Svizzera ci sono Spagna e Russia nel girone A. Sicuramente reciteranno un ruolo di primo piano».
Ci sarà anche lo stimolo di giocare in una nazione che è un po' la guida del beach soccer europeo?
«In Portogallo c'è una cultura importante per il beach soccer. Riescono sempre ad organizzare competizioni di alto livello e con un buon seguito di pubblico».
Magari il sogno è quello di tornare in Portogallo con il Pisa per la coppa europea per club?
«Per il Pisa sarà tutto nuovo ma sono convinto che possiamo far bene anche a livello europeo. Ora manca sempre tanto tempo. Bisogna essere ben organizzati e il Pisa Beach Soccer non ci ha fatto mancare niente»
Il momento che si porta dentro di questa stagione?
«Quelli belli sono stati tanti e ovviamente vincere lo scudetto è una gioia enorme. Io però mi porto dentro la prima tappa. Dopo la sconfitta per 2-0 con Lamezia è scattata una molla dentro di noi. È stato uno schiaffo che ci ha fatto bene. Sapevamo già allora che abbiamo tanta qualità ma quella battuta d'arresto ci ha fatto diventare ancora più squadra».
Come concilia il beach soccer e il calcio?
«Io lavoro in un magazzino, la sera trovo il tempo per allenarmi e la domenica giocare con la Torrelaghese in Prima categoria. Per ora porto avanti tutto nel modo giusto, non mi pesa. Gioco da quando ho quattro anni e mi sono fermato solo una stagione. Il calcio a undici ci serve per mantenerci in forma in vista degli impegni estivi, anche se il beach soccer è totalmente differente».
Soprattutto per voi portieri...
«Sei più nel vivo del gioco e devi saper giocare con i piedi. Sia in fase d'impostazione sia al tiro. Ovviamente non devi dimenticare che il primo compito resta quello di parare. I 12 minuti effettivi a tempo sono molto più impegnativi, ma a me piace così».
Pensa che il beach soccer possa trovare prima o poi un posto alle Olimpiadi?
«Me lo auguro. È uno sport in crescita».
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