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Tre colpi in appena dieci giorni Il Pontedera ora fa sul serio
Il dg Giovannini ha già portato a casa un giovane in avanti e due certezze in difesa Il tecnico Alvini presenta Espeche: «Grande calciatore e persona straordinaria»
Pietro Mattonai
PONTEDERA. Gli inglesi direbbero “things are getting serious”. Ovvero: le cose si fanno serie. Non che fino a oggi non lo fossero, sia chiaro. Ma negli ultimi dieci giorni, il Pontedera ha dato un notevole scossone al calciomercato: prima Mutton, poi Bakayoko e alla fine Espeche.
Un crescendo rossiniano che ha entusiasmato e sorpreso i tifosi granata. Non solo per le modalità, visto che tutti e tre arrivano a titolo definitivo e con un contratto di due anni – a testimonianza della volontà di fare investimenti concreti – ma anche per il pedigree dei nuovi acquisti. Se per Mutton si tratta di un giovane di belle speranze, che comunque a soli 21 anni ha collezionato già 33 presenze con la maglia della Pro Sesto, nei casi di Bakayoko ed Espeche parliamo di due lupi di mare di 28 e 36 anni, con un passato importante tra Serie C e Serie B e che sanno benissimo cosa sia la categoria. Non due giovanotti promettenti da valutare con il passare delle giornate, bensì due vere e proprie certezze che puntellano la retroguardia del prossimo campionato. Ed è vero, il loro ingresso è probabilmente sinonimo di una doppia uscita, quella di Piana – piace al Pescara – e di Benassai. Ma il Giovannini, finora, ha giocato sempre d'anticipo, mettendo a segno dei veri botti di mercato.
Tanto che sull’ultimo arrivato, l’argentino Espeche, anche un certo Massimiliano Alvini, mister fucecchiese che un anno fa ha riportato la Reggiana in Serie B e che ora (da una manciata di giorni) si è accasato al Perugia neopromosso, parla di gran colpo di mercato. «Posso soltanto dire quello che ho già detto a Ivan (Maraia, ndr) e a Giovannini – dice – e cioè che il Pontedera ha preso un calciatore straordinario e una persona serissima».
Complimenti non di circostanza, ma sentiti e sinceri. «Se fossi rimasto a Reggio sarebbe ancora con me, l’ho voluto fortemente quando sono arrivato alla Reggiana – continua Alvini – gli avevo pure chiesto di far parte del mio staff a Perugia, ma lui si sente ancora in grado di giocare alla grande».
Adesso tocca al Pontedera coccolarselo. «In B è stato uno dei migliori, un punto di riferimento per lo spogliatoio – conclude il tecnico – è stato uno spettacolo per me poter essere il suo allenatore».
Il presidente Piero Gradassi, durante la primavera, lo aveva anticipato: la società, nei limiti delle proprie possibilità, ha l’obiettivo di aumentare la competitività della rosa nei prossimi anni. Un passaggio subordinato anche ad altre dinamiche, come per esempio la realizzazione dell’impianto sportivo nelle vicinanze dell’Oltrera, ma ben chiaro nella testa della dirigenza granata, che sta lavorando in questa direzione. E questi primi colpi lo dimostrano. Insomma: le cose, in casa Pontedera, sembrano davvero farsi serie. —
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