Il presidio
Pontedera, un derby da dimenticare i granata regalano la gara alla Lucchese
Un pasticcio fra Risaliti e Sarri apre la strada ai rossoneri che raddoppiano poi con un rigore generoso. Tardiva la reazione
LUCCA. Cancellare tutto. Voltare pagina e ricominciare. Imparando la lezione. E capire cosa si vuol fare da grandi. Il Pontedera vuole conquistare i playoff? Allora di prestazioni come quella di Lucca non deve mostrarne più, nelle nove gare che mancano alla fine del campionato. Due gol concessi alla penultima squadra in classifica. Zero tiri in porta contro la peggior difesa del torneo. Nessuno si offenda. Perché se vuoi stare nelle prime posizioni devi saper reggere la pressione e incassare le critiche. E il Pontedera di ieri, di critiche se ne merita parecchie.
SENZA TESTA
I rossoneri lottano per raggiungere almeno lo spareggio salvezza. Giocano poco, si affidano ai colpi duri e pensano soprattutto a difendersi. Non era difficile immaginare che al Porta Elisa sarebbe stata una battaglia. E chi gioca a calcio sa che le battaglie si vincono con la testa. Sbagliando poco e capitalizzando al massimo. L’esatto contrario di quello che fa il Pontedera. Per 36 minuti la Lucchese non si vede dalle parti di Sarri. Poi Risaliti scavalca il proprio portiere con un retropassaggio di testa, la palla sbatte sulla traversa e Bianchi segna in tap-in. Un errore di leggerezza. Un errore di testa. Che cambia la partita. Perché gli uomini di Lopez sono bravissimi a schierarsi dietro la linea del pallone a protezione della porta.
SENZA REAZIONE
Ok, uno scivolone può capitare. Non è giusto mettere in croce Risaliti. Non se lo merita. Nel pallone succede di sbagliare. L’importante è reagire. Peccato che la reazione del Pontedera sia inesistente. Magrassi e Semprini non sono praticamente mai pericolosi al cospetto di una retroguardia che ha subito 45 gol in campionato. I granata non mordono, non si arrabbiano, non sembrano colpiti nell’orgoglio. L’uscita di Catanese per infortunio alla mezz’ora del primo tempo non giustifica l’atteggiamento morbido di una squadra che non sale mai in cattedra. Sabato alle 17,30 al Mannucci arriva la Giana Erminio. Per il Pontedera non è semplicemente un esame. È l’opportunità gigante di eliminare dalla mente dei tifosi una domenica – quella di Lucca – da incubo totale.
INGENUI
Il gol dell’1-0 è un regalo di Risaliti. La rete del raddoppio, invece, è propiziata da un calcio di rigore a dir poco generoso concesso dal direttore di gara a inizio secondo tempo. Bianchi si lancia addosso a Piana, che evidentemente non può volare. Il contatto c’è, il fallo probabilmente no. Ma Tremolada è di un altro avviso. Moviola a parte, il Pontedera si fa risucchiare dalla caciara della Lucchese. E sbaglia. Piana a metà ripresa si prende il secondo cartellino giallo e se ne va sotto la doccia. È l’immagine di un pomeriggio da dimenticare. Nel finale Biggeri e Maestrelli si fanno gol da soli. Ma è troppo tardi per i granata, che ora devono dimostrare che a Lucca si è trattato soltanto di un incidente di percorso. —
Tommaso Silvi
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