Il presidio
Tramonti: si iniziano a vedere velocità di gioco e pensiero
Serie B femminile, le granatine attese domani dalla gara interna con il Cittadella
il personaggio
Jolly del neopromosso Pontedera femminile reduce da due vittorie di fila nel campionato di serie B è Elena Tramonti. Le ragazze di mister Ulivieri domani (fischio d’inizio alle 14,30) affronteranno il Cittadella Women al “Mannucci” in una sfida a tinte granata e cercheranno di prolungare la striscia positiva e conquistare i primi punti tra le mura amiche (i 7 punti sono arrivati in trasferta). Livornese classe 1987, Tramonti concilia calcio, lavoro e studio: la centrocampista è insegnante di educazione fisica, sta facendo la specialistica in Management dello sport e lavora anche nel bar gestito dal fratello. Tra i tanti impegni, ovviamente, non vanno dimenticati gli allenamenti settimanali (a Pontedera) e la partita. Versatile in campo e nella vita, agenda fitta e giornate a dir poco piene: «Sono un terremoto».
Il Pontedera è reduce da due successi di fila: quali le sensazioni dopo le prime otto giornate?
«Il calendario non è stato dei più semplici, ma ci ha fatto capire subito la realtà che stavamo vivendo. Lo scalino è stato enorme. Il livello della serie B si è alzato, ci sono tante squadre attrezzate e diverse ragazze che sono scese della A. Noi abbiamo un gap con altre squadre, ma si inizia a vedere velocità di gioco e di pensiero. Siamo un bel gruppo, cerchiamo di mettere in campo grinta, aiutarci l’un l’altra e fare gioco di squadra».
Per lei 2 gol in stagione (doppietta nel pirotecnico 3-3 a Vicenza). Una delle sue caratteristiche è sicuramente la duttilità…
«A Vicenza era indisponibile Natasha Carrozzo e ho giocato punta. Nella scorsa stagione ho giocato soprattutto sulla trequarti, a volte anche come difensore centrale. Quest’anno gioco in mezzo nel centrocampo a due. Sono una centrocampista centrale, ma molto duttile. Ho giocato un po’ in tutti i ruoli e non mi spaventa».
Ulivieri che allenatore è?
«Ho preso diversi “cazziatoni” (ride), il mister me li fa spesso. Ma è il suo modo di spronarti, cercare di trasmetterti degli insegnamenti e farti capire che crede in te e nelle tue possibilità di miglioramento. È preparatissimo, apprezzo molto il fatto che si comporti con noi come con le squadre maschili che ha allenato in carriera. È un tipo tosto, a volte urla. Ma quando si arrabbia è buon segno: c’è da preoccuparsi di più quando non ti dice nulla». —
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