Fermarsi o no? La zona rossa ha colpito i club alla sprovvista
Le società della provincia non hanno avuto tempo neanche per tentare di scegliere una linea di comportamento comune
Pontedera
Il repentino passaggio da zona gialla ad arancione e poi rossa ha disorientato tanti settori della società, non ultimo lo sport di base, e, nello specifico, la pallavolo. La cui pratica, chiarendo subito un equivoco alla base di tanti commenti e prese di posizione, rimane, anche nella “colorazione” esistente, una delle attività consentite e uno dei pochissimi momenti di relazione e socialità per le ragazze e i ragazzi di alcune fasce di età.
Ovviamente, ciò che è legale non sempre è considerato giusto: entrano in gioco sensibilità territoriali diverse, indicazioni delle amministrazioni, timori per la sicurezza, difficoltà nell’applicare rigorosamente i protocolli. Le differenti interpretazioni hanno “diviso” il movimento e la conclusione è che alcune realtà sportive hanno chiuso da tempo, fin dalle prime restrizioni; altre hanno portato avanti l’attività, escludendo le categorie promozionali, non comprese nella lista di “interesse nazionale” emanata dalla Federazione Pallavolo e confermata in un secondo momento dal Coni e dal Cip (Comitato Italiano Paralimpico).
Zona rossa e Fipav
Il passaggio inatteso da zona arancione a zona rossa ha mescolato ulteriormente le carte, spingendo un numero ancora maggiore di società a bloccare le attività in presenza: stop temporanei, generalmente di quindici giorni, per valutare la nuova situazione, riorganizzarsi, sperando che nel frattempo la curva dei contagi decresca e la “colorazione” torni più sfumata. Altre società ancora hanno deciso di proseguire, magari con riduzioni di orario, aumentando i controlli e il personale addetto.
Il Comitato Basso Tirreno, il riferimento federale più vicino alle realtà del volley cittadino e della provincia, ha raccolto e rimandato alla nota Fipav del 5 novembre e alle successive conferme degli organi sportivi nazionali. Non sono seguite altre indicazioni.
È permesso dunque svolgere gli allenamenti in palestra per la serie B, la serie C (non la D o le Divisioni) e per le categorie giovanili Under 19, U17, U15, U13, maschili e femminili. Ferme al palo le Under 14 (per quest’anno il campionato è considerato “regionale”) e le varie espressioni delle più piccole, Under 12, Under 11 e il vasto mondo dell’S3 (il minivolley dei corsi di avviamento). Dal punto di vista agonistico dei campionati, esiste una data “certa” solo per la serie B (B maschile, B1 e B2 femminile): la Federazione ha indicato sabato 23 gennaio 2021 come data per la ripresa. Un obiettivo più che una certezza.
C’è chi dice sì
Tra le realtà che hanno deciso di proseguire la Pallavolo Casciavola, insieme al Volley Club Cascinese. I responsabili, come abbiamo anticipato nei giorni scorsi su queste colonne, hanno diffuso un comunicato per chiarire la propria posizione: «Abbiamo avuto e avremo qualche defezione, che rispettiamo e supportiamo, perché se non c’è tranquillità è inutile venire in palestra – si legge in un estratto dell’intervento –. Ma se non ci sono problemi il nostro impegno è quello di fare il possibile per continuare a far svagare, in un ambiente controllato, tutti i nostri tesserati».
Anche il Dream Volley Pisa ha annunciato la prosecuzione dell’attività presso il proprio centro sportivo, per le categorie interessate, nonostante la proclamazione della zona rossa.
C’è chi dice no
Frenata invece per il Migliarino Volley e per la storica Turris Pisa, da questa stagione legata strettamente al sodalizio biancorosso presieduto da Cristiano Mariani.
Con una nota la società ha annunciato lo stop totale, dopo aver già fermato, tempo addietro, le sedute delle prime squadre di serie C, confermando il via libera per il giovanile. «Riteniamo giusto fermarci – questo l’intervento del Migliarino – sperando che sia solo per pochi giorni, per poi riprendere nuovamente continuando a garantire la maggior sicurezza possibile».
Cambio di colore
Anche la Pallavolo Ospedalieri ha deciso la “serrata”: una decisione sofferta, che ha rovesciato quanto annunciato pochi giorni prima, e cioè una ripartenza condizionata alle categorie indicate, nel rispetto ferreo del protocollo Covid societario.
Il peggioramento della curva epidemiologica e il cambio di colore per la Regione Toscana hanno sicuramente condizionato la scelta.
Chiuso dal 7 novembre il Vbc Calci, hanno via via abbassato le serrande tantissime realtà provinciali, alcune senza aspettare l’entrata in zona rossa. È il caso dei Lupi Santa Croce, che, pur continuando a disputare il campionato di A2 maschile Credem Banca, hanno chiuso il settore giovanile, già a partire dal 9 novembre. La nota: «Essendo la tutela della salute il nostro principale obiettivo per questa stagione, reputiamo giusto prendere questa dolorosa decisione».
Ha resistito qualche giorno in più la Folgore San Miniato: dopo la comunicazione della zona rossa, ha annunciato la sospensione delle attività per tutto novembre, così come la Pallavolo Cascina, tempestiva a darne notizia sui propri social.
Stesse tempistiche per la Bellaria Pontedera, che ha prontamente fornito un elenco e un calendario di incontri online per le proprie tesserate, dalla serie D alle più piccole.
Luci spente anche a Peccioli, mentre in altri contesti di serie B si sta valutando un discorso relativo alle prime squadre e un altro discorso per le prospettive del giovanile. È il caso dell’Ambra Cavallini Pontedera, che in un recente comunicato ha annunciato lo stop agli allenamenti della prima squadra (neopromossa in B2), confermando però gli appuntamenti per quanto riguarda il settore giovanile (tutte le categorie interessate, da Under 13 a Under 19).
I campionati
Una grande incertezza, specchio di una situazione grave e forse non preventivata fino in fondo.
Con i campionati rinviati idealmente al 2021 (non solo la serie B, anche la serie C e il settore giovanile), la prospettiva è diventata garantire il benessere fisico e mentale dell’utenza, più che preparare le squadre per le gare ufficiali, ma è ovvio che la pressione dei numeri e l’escalation dei contagi in alcune zone della Toscana mettano con le spalle al muro tantissime realtà. In attesa di approfondire la posizione di tutte le società, comprese le intenzioni a breve-medio termine, è innegabile che il quadro presenti un lockdown generalizzato della pallavolo di base, con qualche coraggiosa eccezione. —
Davide Ribechini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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