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Attento Pontedera, la Pro Patria (rosso e ko) ha il dente avvelenato

a.sc.

I prossimi avversari dei granata sconfitti a Como  Domenica dovranno fare a meno del veterano Nicco

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PONTEDERA

Granata al lavoro per preparare il match con la Pro Patria, previsto in orario di pranzo praticamente ospedaliero: domenica al Mannucci si giocherà alle 12.30, come ha comunicato nei giorni scorsi la Lega Pro, «anche a ratifica degli accordi intercorsi tra le società interessate».

Il recupero della gara interna con la Lucchese, rinviata otto giorni fa causa Covid, andrà in scena mercoledì 2 dicembre alle 15.

Ieri intanto sono stati giocati altri tre recuperi di campionato. Il Como ha battuto i prossimi avversari del Pontedera, ovvero la Pro Patria, per 1-0 (gol di Solini al 9’ st) e i lombardi al Mannucci dovranno fare a meno di uno dei loro giocatori più rappresentativi, il centrocampista classe 1989 Gianluca Nicco, entrato al 59’ ed espulso (rosso diretto per proteste) all’85’.

Così il tecnico Ivan Javorcic a fine gara: «Siamo stanchi, non può essere altrimenti e per questo anche meno brillanti. Non è tutto da buttare. Impossibile chiedere di giocare sempre ad una qualità così alta. Quando trovi una squadra come il Como, costruita per vincere, puoi andare in difficoltà e così è stato». E poi: «Un giorno e mezzo e poi saremo di nuovo in viaggio per concludere due settimane molto pesanti. Pontedera sarà l’ultima tappa di un ciclo impressionante. Dovremo stringere i denti per evitare di concedere errori gratuiti».

Un malinconico 0-0 è il risultato della sfida fra le ultime in classifica, Olbia e Lucchese, mentre la Pro Vercelli ha travolto (4-0) la Giana Erminio con reti di Zerbin, Comi (doppietta) e Rodio.

In classifica il Pontedera oggi è settimo insieme al Como (che però deve giocare una gare in più) con 16 punti frutto di 5 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte. In vetta c’è la Pro Vercelli con 23 punti in 10 gare, seguita dal Renate (22 in 11 gare).

Se l’atmosfera a Pontedera è serena, Covid permettendo, tira invece aria pesante in altre realtà toscane. A Livorno tiene banco la questione-stipendi, con la possibilità che alcuni titolari chiedano lo svincolo automatico per il ritardo nei pagamenti dopo la messa in mora.

E a Grosseto c’è molta rabbia per le decisioni del giudice sportivo in merito al concitato finale di gara di domenica scorsa (1-2 casalingo contro il Lecco). Sanzioni pesantissime per il Grifone che si sente doppiamente beffato e che annuncia ricorso tramite «il principe del diritto sportivo, avvocato Edoardo Chiacchio». A questo si aggiunga l’esposto alla Procura federale che la società sta preparando in merito alle dichiarazioni lesive dell’onorabilità della città di Grosseto che l’abitro Carrione di Castellammare avrebbe proferito nel dopo gara.

Tornando invece alle sanzioni a carico del Grosseto, ben 10.000 euro di multa perché, si legge nel dispositivo, «persone non identificate ma riconducibili alla società, dopo il termine della gara rivolgevano frasi offensive e minacciose all’arbitro che rientrava nel suo spogliatoio. Una volta che quest’ultimo ha chiuso a chiave la porta del proprio spogliatoio, detti soggetti hanno colpito con numerosi calci la porta stessa fino ad aprirla con il chiaro intento di aggredire fisicamente l’arbitro, tentativo sventato solo dal pronto intervento delle forze dell’ordine, le medesime hanno poi dovuto scortare la quaterna arbitrale fino all’hotel per proteggerla dagli atteggiamenti aggressivi e minacciosi».

Poi, inibizione fino al 28 febbraio 2021 per il presidente, Mario Ceri e 3 giornate di squalifica al tecnico Lamberto Magrini.

Torniamo al Pontedera, quello femminile però: oggi alle 15 le granatine affrontano in Coppa Italia il Sassuolo, fischio d’inizio alle 15. — a.sc.

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