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Pallavolo Casciavola e Vc Cascinese non si fermano
cascina
La Pallavolo Casciavola e il Volley Club Cascinese spiegano i motivi che hanno spinto la società a proseguire lo svolgimento degli allenamenti nonostante il passaggio della nostra regione prima a zona arancione, poi a zona rossa.
«Come abbiamo visto nei giorni scorsi molte società si sono fermate o si stanno fermando, a loro dire, in virtù di una responsabilità dettata dal momento. Una scelta legittima, ma questa non è la nostra linea societaria, perché la responsabilità che noi riteniamo fondamentale in questo momento è in realtà quella sociale nei confronti di tutti i nostri tesserati. A livello di informazione le categorie attualmente impegnate sono quelle riconosciute dalla Fipav e dal Coni di interesse nazionale (questo vuol dire che partendo da una fase iniziale territoriale si passa al regionale per poi arrivare alle finali nazionali di categoria) e in quanto di interesse nazionale vengono tutelate sia negli spostamenti sia negli eventuali orari di allenamento (anche oltre le 22). Sono imposti dei protocolli rigidissimi con regole che affrontano tutte le situazioni dal momento di ingresso dell’atleta fino all’uscita, il tutto condito da un buonsenso che da sempre chiediamo a ogni tesserato perché per poter rimanere in palestra è necessario seguire anche tutte le regole imposte nel fuori palestra, per il rispetto del gruppo squadra e di tutte quelle persone che fanno il possibile per poter andare avanti».
«Come società – spiegano – abbiamo una quantità enorme di ragazze e ragazzi che ormai altro non possono fare che uscire di casa per andare in palestra, proprio quella palestra che grazie soprattutto ai numerosissimi dirigenti, quasi tutti genitori, che si adoperano per pulire, igienizzare e sanificare uno spazio che a volte è più simile ad una sala operatoria piuttosto che ad un ambiente sportivo. Ragazze e ragazzi che non vedono l’ora di poter entrare ed allenarsi, in un ambiente controllato, sanificato con le regole rigide imposte dalla linea Iss (Istituto superiore di sanità), Coni e Fipav. L’impostazione attuale è variata dalla funzione sportiva a quella come già detto, prettamente sociale. Tutto questo lo diciamo in funzione dei dati che stiamo analizzando: dopo il fuoco di fila delle quarantene preventive richieste dal periodo della scuola in presenza abbiamo una presenza media agli allenamenti superiore alla normalità, dovuta alla minor socialità che questi giovani stanno affrontando. Certo, abbiamo avuto e avremo qualche defezione, perché se non c’è tranquillità è inutile venire in palestra. Ma se non ci sono problemi il nostro impegno è quello di fare il possibile per continuare a far svagare, in un ambiente controllato tutti i nostri tesserati. La società è a disposizione per domande e chiarimenti». —
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