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Gavagni, 6 mesi di stop perché aiutava a far fare ginnastica ai bambini
PONTEDERA
La sentenza del Tribunale Federale è arrivata, in video-conferenza, pochi giorni prima dello storico debutto in serie B. Linda Gavagni, esterno offensivo classe ’93 in forza al Pontedera, tra le protagoniste della promozione (12 gol in 9 partite), è stata squalificata per 6 mesi; 450 euro di multa per il club granata e ammende anche per altre società dilettantistiche. Poco meno di un anno fa Gavagni era rientrata in campo dopo 11 mesi (crociato rotto, per la seconda volta in carriera) firmando il gol vittoria a Pistoia. La gioia dopo il dolore.
L’attaccante ha seguito dalla tribuna del “G.Bui” di San Giuliano l’esordio in campionato delle sue compagne contro la corazzata Lazio e chissà quanto avrebbe desiderato calcare il terreno di gioco. Con 6 mesi di squalifica il ritorno in campo sarebbe previsto nel 2021, per il finale di stagione.
Quale la “colpa” di Linda? Espressioni irriguardose? Un’entrata particolarmente violenta? La ragazza, studentessa di Scienze Motorie all’Università di Firenze, ha aiutato alcuni allenatori di altre società dilettantistiche nel far praticare ginnastica e dei movimenti a dei bambini. Esperienza utile anche ai fini universitari e valida come tirocinio, ma cosa non consentita.
La punizione appare comunque spropositata.
«È un’ingiustizia, - commenta Maurizio Pantani, presidente del Pontedera. - Linda dava soltanto una mano ad un allenatore per far svolgere esercizi a dei bambini. Le serviva anche come tirocinio. Sono incavolato e non capisco, appena usciranno le motivazioni presenteremo ricorso. C’è qualcosa che non torna, sei mesi di squalifica sono troppi per un fatto del genere…chi è andato a controllare tutte queste cose deve avere tempo da perdere. Oltre alla squalifica per Linda, è stata inflitta a me un’ammenda di 450 euro. Sono il Presidente di una società dilettantistica, - conclude, -; le ragazze si allenano tre volte a settimana, non posso controllare cosa fanno nel tempo libero. Come mi dovrei comportare?». —
Alessandro Marone
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