Cecilia Prugna riparte da... 6 (reti) «È strano sentirmi chiamare bomber»
La centrocampista pisana dell’Empoli è la migliore marcatrice della squadra ed è in odore di Nazionale
PISA
Centrocampista classe ’97, pisana e cresciuta nella Scintilla, Cecilia Prugna da quattro stagioni indossa la maglia azzurra dell’Empoli Ladies, della quale è vice capitana. Sulla serie A femminile è calato il sipario e la stagione 2019/20 si è chiusa in anticipo senza tornare in campo (mancavano sei giornate al termine del campionato). Al momento dello stop l’Empoli Ladies, neopromossa, occupava la settima posizione in tandem con l’Inter, altra neopromossa, a quota 19 punti.
Cecilia, chiusura inedita, ma si può dire che questa è stata una delle tue stagioni migliori?
«Decisamente. Sono soddisfatta sia a livello di prestazioni personali sia per quanto riguarda l’andamento della squadra. Stavamo disputando un buon campionato in serie A, siamo andate oltre le aspettative. La partenza è stata ottima: subito esordio in casa delle campionesse d’Italia in carica della Juventus. Noi, neo-promosse, contro i titani. Siamo riuscite ad andare in vantaggio (rete proprio di Prugna dal dischetto, poi rimonta juventina e 2-1 il risultato finale, ndr) e abbiamo messo in difficoltà le bianconere. Confrontarsi con giocatrici di livello è emozionante e aiuta a crescere. All’inizio c’è stato anche l’effetto sorpresa, abbiamo conquistato risultati importanti. L’obiettivo, ovviamente, era la salvezza, ma pian piano abbiamo preso fiducia e maturato la consapevolezza di poter dire la nostra in ogni partita: eravamo un po’ la rivelazione della stagione, peccato si sia chiusa in anticipo, saremmo state curiose di vedere dove saremmo riuscite ad arrivare».
Quali i momenti più belli della stagione?
«Tanti. Di sicuro l’esordio al “Castellani” per il match contro la Juventus. Lo scorso anno, prima di una gara dell’Empoli, abbiamo festeggiato la promozione in serie A e ricevuto gli applausi dei tifosi. A pochi mesi di distanza siamo tornate al “Castellani” per giocare. C’erano tantissimi tifosi in tribuna, sia azzurri che bianconeri: è stato un bel gesto della società e una giornata ricca di emozioni E non posso non citare la vittoria esterna (1-2, reti delle pisane Prugna e Di Guglielmo, ndr) sul campo del Milan. Abbiamo giocato alla pari, lottato e conquistato bottino pieno contro le rossonere. Con Lucia Di Guglielmo abbiamo condiviso il percorso da calciatrici, la vittoria sul Milan con reti di entrambe è stato il coronamento di un sogno».
Sei la miglior marcatrice dell’Empoli Ladies: 5 reti in campionato e 1 in Coppa. Che effetto fa e quale il gol più bello?
«È un po’ strano che mi chiamino bomber, solitamente sono più abituata a fare gli assist (ride, ndr). Tutte le reti segnate sono frutto del gioco di squadra, finalizzazione di azioni corali: il ringraziamento va alle mie compagne. Il gol più bello? Direi quello contro il Tavagnacco (controllo, dribbling, destro dal limite e 1-1), è stato anche scelto come best gol della 16esima giornata. Una rete importante perché ci ha permesso di conquistare un pari prezioso in ottica salvezza. Poi è stato l’ultimo della stagione ed è arrivato nei minuti finali: c’è anche il detto, “Sei bella come un gol al 90’”».
Le buone prestazioni hanno portato anche alla convocazione per alcuni stage con l’Under 23: la Nazionale è uno dei tuoi obiettivi?
«Assolutamente sì. I raduni sono occasioni di crescita, essere lì a confrontarti con le migliori calciatrici italiane dà fiducia. Indossare la maglia azzurra è un’emozione indescrivibile, anche per il valore che rappresenta».
Qual è il tuo pensiero sulla non ripartenza della serie A femminile?
«Sicuramente dispiace. Non tutte le società erano in grado di ripartire (solo Juventus, Milan e Sassuolo avevano ripreso gli allenamenti), i protocolli erano rigidi e si sarebbe messa a rischio la salute di giocatrici e staff. Noi calciatrici siamo sempre rimaste unite e in contatto e abbiamo espresso una linea chiara: “O si torna in campo tutte o nessuna”. Speriamo di aver lanciato un segnale. Non è possibile che ci siano alcune situazioni, sono state rese evidenti delle difficoltà che il movimento deve superare se vuole continuare a crescere. Abbiamo bisogno di maggiori tutele e sostegno». —
Alessandro Marone
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