Castelfranco, una beffa atroce: un solo punto ha negato la promozione in Prima categoria
Al momento della sospensione la squadra di Comini era in piena lotta per il primato. «Ma ci riproveremo»
castelfranco
Quella che stava andando in scena nel girone D di Seconda categoria era una lotta al vertice a dir poco avvincente. Al termine del girone d’andata il Castelfranco era terzo in classifica (in tandem con il Daytona) a sei punti dalla capolista Malmantile e a quattro punti dal Ponte a Cappiano, poi rimontavano e conquistavano la vetta, venivano superati di nuovo ed ecco la sospensione improvvisa causa Covid: stagione chiusa, classifiche cristallizzate al momento dello stop. Malmantile e Ponte a Cappiano, in vetta con 51 punti, festeggiano e salgono in Prima categoria a braccetto. 50 i punti del Castelfranco.
Mister Comini (allenatore e direttore generale dei biancoverdi, ndr), si può dire che è stata una beffa?
«Più che una beffa. Nei giorni precedenti la gara con il Club Sportivo Firenze circolavano già voci di focolai e possibile interruzione del campionato. Siamo andati a Firenze molli, forse l’aver conquistato la vetta della classifica ci ha deconcentrato: classica giornata storta, gli avversari erano carichi dalla vittoria sul Malmantile e più motivati, poi volevano “vendicare” la netta sconfitta dell’andata (4-1). Abbiamo perso e ci siamo ritrovati terzi. Verranno stilate delle graduatorie e ci saranno dei ripescaggi, ma sarà difficile che ci sia un'altra squadra promossa nel nostro girone, avremo altre squadre davanti, nonostante i 50 punti. C’è amarezza, staremo a vedere».
Prima del ko a Firenze il Castelfranco aveva conquistato 11 vittorie su 12 partite. Mancavano sei gare alla fine...
«La squadra girava, avevamo trovato il giusto ritmo e l’ambiente era carico. Dopo la sconfitta a Firenze i ragazzi erano desiderosi di riscattarsi e voltare pagina dopo una giornata storta. Avremmo avuto subito due gare toste (in casa) contro Daytona e Ponte a Cappiano e l’obiettivo sarebbe stato quello di conquistare almeno 4 punti. Le altre partite erano, sulla carta, più abbordabili. Ormai si puntava alla vittoria del campionato».
Il Castelfranco è la squadra con il maggior numero di vittorie, il miglior attacco e il minor numero di pareggi, solo due. Una fotografia della squadra e della stagione?
«La stagione è stata esaltante. Il girone di ritorno è stato super, abbiamo recuperato punti. Siamo una squadra che cerca di attaccare e imporre il proprio gioco. Negli scontri diretti avevamo ben figurato: abbiamo vinto sia all’andata che al ritorno con il Malmantile (2-1 in trasferta e 4-1 in casa), sul campo del Ponte a Cappiano all’andata è finita 3-3 e avremmo avuto il ritorno in casa».
Il peso specifico di Ciardelli, capocannoniere del girone con 25 gol (e in vetta nella classifica dei Goleador di Pisa e provincia stilata da Il Tirreno)?
«Luca è un fiore all’occhiello per la categoria. Abbiamo raggiunto l’accordo, resterà con noi anche il prossimo anno. Ma abbiamo anche altri giocatori che sono andati in doppia cifra e hanno dato un apporto determinante, come Nuti e Botrini».
La partita chiave della stagione e la squadra che vi ha dato più filo da torcere?
«La partita che resterà negli annali del Castelfranco è la sconfitta a Firenze, che ha condizionato tutta la stagione. Le vittorie più belle quelle contro il Malmantile (4-1) e la Giovanile Sextum: si perdeva 1-0, grande reazione e vittoria 3-1 in rimonta. La squadra che ci ha dato più filo da torcere è la Stella Rossa: contro i “cugini” abbiamo perso sia all’andata che al ritorno».
Ci riproverete nel 2020/21?
«Sicuramente. Sarò ancora alla guida del Castelfranco e resterà con noi gran parte della rosa, quasi tutti. Qualcuno partirà, ma verrà sostituito. Ci sarà un ridimensionamento delle spese, sarà difficile parlare con gli sponsor e spero ci siano aiuti dalla Federazione. La ripresa sarà graduale e il Castelfranco punterà a disputare un campionato di vertice». —
Alessandro Marone
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