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Castelfranco, una beffa atroce: un solo punto ha negato la promozione in Prima categoria

Alessandro Marone
Castelfranco, una beffa atroce: un solo punto ha negato la promozione in Prima categoria

Al momento della sospensione la squadra di Comini era in piena lotta per il primato. «Ma ci riproveremo»

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castelfranco

Quella che stava andando in scena nel girone D di Seconda categoria era una lotta al vertice a dir poco avvincente. Al termine del girone d’andata il Castelfranco era terzo in classifica (in tandem con il Daytona) a sei punti dalla capolista Malmantile e a quattro punti dal Ponte a Cappiano, poi rimontavano e conquistavano la vetta, venivano superati di nuovo ed ecco la sospensione improvvisa causa Covid: stagione chiusa, classifiche cristallizzate al momento dello stop. Malmantile e Ponte a Cappiano, in vetta con 51 punti, festeggiano e salgono in Prima categoria a braccetto. 50 i punti del Castelfranco.

Mister Comini (allenatore e direttore generale dei biancoverdi, ndr), si può dire che è stata una beffa?

«Più che una beffa. Nei giorni precedenti la gara con il Club Sportivo Firenze circolavano già voci di focolai e possibile interruzione del campionato. Siamo andati a Firenze molli, forse l’aver conquistato la vetta della classifica ci ha deconcentrato: classica giornata storta, gli avversari erano carichi dalla vittoria sul Malmantile e più motivati, poi volevano “vendicare” la netta sconfitta dell’andata (4-1). Abbiamo perso e ci siamo ritrovati terzi. Verranno stilate delle graduatorie e ci saranno dei ripescaggi, ma sarà difficile che ci sia un'altra squadra promossa nel nostro girone, avremo altre squadre davanti, nonostante i 50 punti. C’è amarezza, staremo a vedere».

Prima del ko a Firenze il Castelfranco aveva conquistato 11 vittorie su 12 partite. Mancavano sei gare alla fine...

«La squadra girava, avevamo trovato il giusto ritmo e l’ambiente era carico. Dopo la sconfitta a Firenze i ragazzi erano desiderosi di riscattarsi e voltare pagina dopo una giornata storta. Avremmo avuto subito due gare toste (in casa) contro Daytona e Ponte a Cappiano e l’obiettivo sarebbe stato quello di conquistare almeno 4 punti. Le altre partite erano, sulla carta, più abbordabili. Ormai si puntava alla vittoria del campionato».

Il Castelfranco è la squadra con il maggior numero di vittorie, il miglior attacco e il minor numero di pareggi, solo due. Una fotografia della squadra e della stagione?

«La stagione è stata esaltante. Il girone di ritorno è stato super, abbiamo recuperato punti. Siamo una squadra che cerca di attaccare e imporre il proprio gioco. Negli scontri diretti avevamo ben figurato: abbiamo vinto sia all’andata che al ritorno con il Malmantile (2-1 in trasferta e 4-1 in casa), sul campo del Ponte a Cappiano all’andata è finita 3-3 e avremmo avuto il ritorno in casa».

Il peso specifico di Ciardelli, capocannoniere del girone con 25 gol (e in vetta nella classifica dei Goleador di Pisa e provincia stilata da Il Tirreno)?

«Luca è un fiore all’occhiello per la categoria. Abbiamo raggiunto l’accordo, resterà con noi anche il prossimo anno. Ma abbiamo anche altri giocatori che sono andati in doppia cifra e hanno dato un apporto determinante, come Nuti e Botrini».

La partita chiave della stagione e la squadra che vi ha dato più filo da torcere?

«La partita che resterà negli annali del Castelfranco è la sconfitta a Firenze, che ha condizionato tutta la stagione. Le vittorie più belle quelle contro il Malmantile (4-1) e la Giovanile Sextum: si perdeva 1-0, grande reazione e vittoria 3-1 in rimonta. La squadra che ci ha dato più filo da torcere è la Stella Rossa: contro i “cugini” abbiamo perso sia all’andata che al ritorno».

Ci riproverete nel 2020/21?

«Sicuramente. Sarò ancora alla guida del Castelfranco e resterà con noi gran parte della rosa, quasi tutti. Qualcuno partirà, ma verrà sostituito. Ci sarà un ridimensionamento delle spese, sarà difficile parlare con gli sponsor e spero ci siano aiuti dalla Federazione. La ripresa sarà graduale e il Castelfranco punterà a disputare un campionato di vertice». —

Alessandro Marone

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