Meteo
Tennis e atletica, al “Giovanni Bui” non c’è solo un pallone che rotola
Il San Giuliano sanifica gli impianti e si prepara all’atteso grande ritorno di bambini e adulti
SAN GIULIANO
È ancora presto per dire quando il pallone tornerà a rotolare quotidianamente sui campi del “Bui” di San Giuliano (il club termale ha tutte le categorie dalla Prima squadra, militante in Prima categoria, ai Piccoli amici). Prima dell’uragano Covid-19 ogni giorno il centro sportivo pullulava di atleti, staff e famiglie: entusiasmo, divertimento, sport. Sul finire dell’inverno, quando ci si preparava per la fase clou della stagione e l’arrivo della primavera, la “normalità” è stata stravolta. Un barlume, un segnale di speranza e di ripresa per il “Bui” e lo sport nel comune di San Giuliano Terme è arrivato agli inizi di maggio, nel segno del tennis e dell’atletica. Lunedì 4 maggio il sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio, ha emanato un’ordinanza per dare indicazioni e attuazioni interpretative in merito allo svolgimento dell’attività sportiva motoria individuale, nel perimetro del Dpcm del 26 aprile. Il 13 maggio le porte del centro sportivo “Giovanni Bui” si sono aperte. L’impianto è rimasto chiuso (la riapertura dei centri sportivi, in base al Dpcm del 17 maggio, era fissata per il 25 maggio), ma, tra le attività motorie individuali rientravano atletica e tennis.
regole e indicazioni
Divieto di assembramento e rispetto della distanza interpersonale le regole principali da declinare per praticare sport all’interno dell’impianto. Sia per usufruire dei campi da tennis che per accedere alla pista d’atletica è necessario effettuare la prenotazione, on-line (info@sangiulianosport.it) o telefonicamente (050-8754089/ 391-1862836), garantendo che non vi siano sovrapposizioni tra gli spazi e tra l’entrata e l’uscita dai campi.
racchette pronte
«Finalmente. Dagli inizi di marzo si è spenta la luce, siamo passati dal bianco al nero», spiega Samuele Pardini, responsabile tecnico settore tennis del San Giuliano Sport e istruttore Fit di 2° grado. «Nelle settimane di lockdown siamo rimasti in contatto via social, ai ragazzi dell’agonistica è stato consegnato un programma di allenamento e alcuni bimbi si sono divertiti inviando dei video mentre giocano a tennis in campi improvvisati, magari utilizzando uno stendino come rete».
Tra corsi (rivolti sia ad adulti che ragazzi) e frequentatori sono circa 80 le persone che gravitano intorno al “Bui”. Dal qualche settimana è consentito anche il doppio (all’inizio solo singolare), devono intercorrere almeno 10 minuti tra un utilizzo e l’altro del medesimo campo, al fine di garantire la sanificazione degli arredi. «Abbiamo tre campi, due in terra rossa e uno in resina. La risposta è stata ottima, gli slot sono quasi tutti pieni dalla mattina alla sera: l’ultimo intervallo è quello 20-21. C’è grande responsabilità e attenzione da parte delle persone, hanno capito la situazione. Poter tornare ad impugnare la racchetta è già tanto, ho fatto migliaia di ore di lezione in carriera, ma queste hanno un sapore speciale, le ho apprezzate ancora di più».
c’è anche l’atletica
Oltre 500, tra calcio, atletica e tennis, i tesserati dall’Asd San Giuliano Football Club e del San Giuliano Sport. «I tesserati dell’atletica sono circa 100, fascia d’età dai 5 ai 17 anni», spiega Martina Nusca, direttore generale del San Giuliano. «La segreteria si occupa della prenotazione della pista d’atletica e dei campi da tennis. Ovviamente c’è massima attenzione alla sanificazione e al rispetto del divieto di assembramento. Ero abituata a trascorrere gran parte della giornata al “Bui” e vederlo vuoto e silenzioso è stato un colpo al cuore. In seguito all’ordinanza del sindaco c’è stato un segnale di speranza, le persone hanno voglia di tornare a praticare sport e confidiamo che sia l’inizio della ripresa. Nei giorni scorsi abbiamo effettuato dei lavori per rendere l’impianto accogliente: il “Bui” è tirato a lucido».
il presidente nusca
Traspare voglia di ripartenza anche dalle parole del presidente Roberto Nusca: «Il progetto San Giuliano va avanti. Se guardo indietro sono orgoglioso del nostro percorso. Abbiamo costruito un progetto di livello per quanto riguarda staff, istruttori ed atleti e siamo pronti a ripartire, insieme. Il “Bui” è la casa del San Giuliano e ora è ancora più bella e accogliente: è il luogo nel quale spero di poter riabbracciare tutti appena sarà possibile». Uno sguardo al futuro e un messaggio per le istituzioni: «Già prima dell’emergenza Covid-19 a San Giuliano si prestava grande attenzione alla sanificazione. Non so quando ripartirà la prossima stagione, ma noi ci saremo. Dalla Federazione mi aspetto che faccia la sua parte per iscrizioni e tesseramenti. L'attività di base è la fucina dei professionisti, alle istituzioni chiedo aiuto concreto, non proclami». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
