Il Tirreno

Pontedera

«Prima di decidere la società poteva almeno consultarci»

Luigi Guidi

L’intervento di un tifoso: un confronto con la città sarebbe stato opportuno 

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la lettera

Sono un tifoso granata che da anni è abbonato in tribuna centrale. Mi permetto di scrivere alla redazione de Il Tirreno per condividere l’articolo a firma di Tommaso Silvi “Ditelo in faccia ai tifosi che qui è vietato sognare”. Per chi come me da giovane seguiva le imprese del Pontedera anche lontano da casa, come all’isola d’Ischia o ancora prima in quel di Stradella l’altra sera è stata una doccia fredda o per riprenderla con le parole di un mito di casa nostra “un pugno amaro” .

Impossibile che un tifoso medio possa digerire questa sconfitta.

Come la stragrande maggioranza dei pontederesi stravedo di stima per il direttore sportivo Giovannini, penso però che ieri non doveva essere lui a scandire quelle parole. Ahimè compito ingrato, insidioso, forse molto più difficile che andare a scovare il talento di turno in un campo dilettantistico.

Giovannini ci ha spiegato che per soldi la società che in questi anni ha sempre adempiuto a tutte le clausole economiche e che ha investito con contraddistinta parsimonia, questa volta, come dire, avrebbe, anzi ha, rinunciato al prosieguo del campionato e quindi a queste finali playoff, partendo oltretutto in buona posizione rispetto agli anni scorsi.

Qualcosa sulle cifre indicate ci sarebbe da dire almeno da una attenta lettura dei protocolli di sicurezza anti contagio al Covid-19. Vedo impropria anche la “forbiciona” da 90 a 160 mila.

A mio modesto modo di vedere, la società, prima di venirci a congelare la parola fine ad un sogno chiamato serie B avrebbe anche potuto tentare di fare una assemblea aperta agli interessati per capire se con una “colletta” a cui avrebbero potuto partecipare tutti i tifosi, anche solo un impegno equivalente al costo del biglietto in sostanza come se avrebbero potuto e voluto vedere la partita dal vivo al fine di raggiungere insieme, magari anche con un impegno un pochino più grande di qualche piccolo imprenditore come il sottoscritto, una mitigazione della spesa imprevista.

Invece vuoi la semplice riservatezza, vuoi l’emozione della situazione, tutta la città è rimasta in bilico di pochi.

Eppure, ci sarebbe da rimarcare anche che dal punto di vista economico la società a metà campionato, qualche denaro lo aveva risparmiato con la risoluzione consensuale del contratto con il signor Mannini, senz’altro lo stipendio più oneroso ed anche diciamolo pure, uno degli attori cruciali della squadra, visto che successivamente alla risoluzione del contratto il Pontedera non aveva più assaporato la vittoria.

Tutti i tifosi o sono tifosi medi o non sono tifosi!

Detto questo mi tolgo il cappello di fronte a questa società che tanto ha dato a questa città e spero però che la stessa sia in grado di meditare che questa volta si è trattato di una debacle, senza se e senza ma. Solo così potrà continuare serenamente il cammino sportivo al fianco di tutti i pontederesi. —

Luigi Guidi



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