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Riaprire sì, ma in sicurezza ecco il “protocollo Fragale”

antonio scuglia
Riaprire sì, ma in sicurezza ecco il “protocollo Fragale”

Il direttore della Palestra comunale di scienze motorie applicate di Pisa spiega le misure della sua Scuola

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Pisa

All’inizio dell’emergenza Covid, le palestre sono state tra le prime attività a subire un “fermo” per decreto, considerate attività che generano assembramento e con loro quindi, sono state dichiarate “fuorilegge” tutte le attività motorie in genere.

Ma ora come si riparte? Ne parliamo con Roberto Fragale, sportivo di fama nazionale (è stato fra le tante mansioni di ufficiale e dirigente federale internazionale capo arbitro a vari mondiali Wako e Asian indoor games per la kickboxing e mondiali di muay thai Iamtf e Wmf in Thailandia) e direttore a Pisa della Palestra comunale di scienze motorie applicate. «Le palestre e l’attività motoria in genere - dice Fragale - o “lo Sport” (come sommariamente inteso dai più ignoranti in materia) non sono la stessa cosa, l’attività svolta nella prima non è che una piccola parte della seconda ben più vasta, come ben diverso e variegato è ciò che costituisce invece nello specifico lo sport. Cose completamente diverse riunite in un unico contenitore di attività che francamente non capisco perché siano ancora considerate come attività non necessarie».

Al giorno d’oggi, aggiunge, «l’attività motoria non è un passatempo o qualcosa da praticare nel tempo libero. Ci sono sempre più persone che, sotto la guida di figure professionali specializzate, devono praticare attività motoria preventiva e adattata come toccasana per varie problematiche di salute. Sono molte le patologie croniche stabilizzate o degenerative che trovano naturale giovamento nell’attività motoria somministrata in supporto naturale all’azione chimica dei vari farmaci. Ciò che dovrebbe essere chiaro a chi è deputato alla sua regolamentazione è che quello sommariamente etichettato come “sport” ha varie e quanto mai diverse sfaccettature».

E adesso cosa farà il Centro? «Diciamo subito che se durante la fase di chiusura totale abbiamo imparato e predisposto un servizio di allenamento da remoto, in “Smart Working” con il quale abbiamo mantenuto i contatti con i nostri frequentatori, visto il successo di gradimento e comodità sarà mantenuto anche in futuro, snellendo e diluendo così anche le presenze nei locali del centro sportivo».

Ma ecco le indicazioni di Fragale, importanti perché oltre a costituire la “policy aziendale” costituiscono un’utile guida per tutti. Per quanto riguarda lo svolgimento delle attività in palestra, «diciamo che l’accesso agli spogliatoi e l’uso delle docce non sarà consentito per almeno il primo mese, come recitano le prime prudenti direttive generali trapelate».

Inoltre, dopo ogni periodo di inattività la predisposizione alla cura della preparazione fisica come momento di necessaria “riatletizzazione” «è sicuramente consigliata e dai noi considerata come obbligatoria per qualsiasi disciplina sportiva sia agonistica o amatoriale, come intelligente azione di prevenzione infortuni. Niente lavoro a coppie quindi e naturalmente niente sparring di combattimento».

Nello specifico, «Dato che gli esperti ci consigliano caldamente l’attività all’aperto, avendone la possibilità abbiamo predisposto tre sale esterne in cui poter lavorare mantenendo distanza di sicurezza per allenamenti personalizzati “small group” con istruttore dedicato e predisponendo la prenotazione oraria per l’ingresso ed utilizzo per attività di preparazione fisica, comprendendo quindi tutte quelle attività motorie sia individuali, sia condotte in classi di gruppo con pratiche che consentono di mantenere distanze previste per la sicurezza di ognuno».

In questo periodo di ripresa attività quindi, incentivando la pratica in ambienti ben arieggiati, sono state adibite vaste aree di allenamento sia per pesistica che per attività funzionale o a corpo libero negli spazi esterni a disposizione del Centro.

Solo per i corsi di gruppo serali, la possibilità di accedere al Centro sarà attraverso prenotazione via Web. I corsi saranno scaglionati in gruppi di massimo 16 persone, per garantire l’osservanza delle distanze di sicurezza con rotazione oraria. Libero ingresso per le attività individuali all’esterno dalle 7 alle ore 21.

E in palestra? «Fortunatamente disponiamo una tensostruttura “open space” con pareti apribili a soffietto, soffitti alti 8 mt con 6 ventilatori per costante ricambio aria. Per chi volesse utilizzare esclusivamente la sala pesi interna, sarà possibile farlo solo previa prenotazione oraria nel numero massimo di 4 persone per ogni ora, mantenendo così distanza di sicurezza».

Ingresso interdetto agli accompagnatori (eventualmente le zone esterne, ma anche le interne sono visibili da oltre la rete di recinzione) con vie di scorrimento per i flussi dei frequentatori ben distribuiti, bidoni e cestini per raccolta differenziata dei rifiuti in ogni sala esterna e dedicati apribili a pedale per i rifiuti speciali di mascherine e guanti.

All’entrata i frequentanti si presenteranno con mascherina, asciugamano personale e consegneranno la prima volta una autodichiarazione di non essere affetto dal virus, sarà loro ogni volta misurata la temperatura con termometro a infrarossi e se inferiore a 37,5 gradi, disinfettando le mani potranno accedere alle sale esterne per l’attività motoria, ricevendo una lista di regole da rispettare e piantina con indicazioni per direzione dei flussi. —

antonio scuglia



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