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Pontedera

Pratali, parte il progetto Atletico Monte Serra Con lui ci sarà anche Paolo Andreotti

Stefano Scarpetti
Pratali, parte il progetto Atletico Monte Serra Con lui ci sarà anche Paolo Andreotti

Una scuola calcio mirata soprattutto ai ragazzini dai 6 ai 12 anni, il fiore all’occhiello sarà la rappresentativa femminile Under 17 

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giovanili

Francesco Pratali prosegue il suo impegno con la scuola calcio, anzi da settembre ci saranno delle novità importanti. La prima è il nome: non sarà più nel Cascine di Buti, società dove Pratali ha mosso i primi passi da calciatore che lo hanno portato a calcare anche i campi della serie A, ma sarà il responsabile di una nuova società che si chiamerà Atletico Monte Serra. La seconda novità, annunciata dallo stesso Pratali, è la presenza al suo fianco di Paolo Andreotti, calciatore indimenticabile per i tifosi del Pisa. «Prima di tutto – rivela Pratali – siamo due grandi amici, è stato facile trovare un accordo. Per me è un onore avere un collaboratore come lui, rimasto nei cuori dei tifosi nerazzurri. È difficile fare il profeta in patria, lui ci è riuscito».

Il fiore all’occhiello del progetto sarà la presenza di una rappresentativa Under 17 del calcio femminile. «È importante per una realtà nuova come la nostra puntare su un’attività destinata ad avere grande crescita a breve; la squadra parteciperà al girone tosco-emiliano». Poi ci saranno i bambini dai 6 ai 12 anni, come accaduto quest’anno, con principi ben precisi sia a livello di valori che di lavoro sul campo. «Tengo a sottolineare – precisa l’ex difensore di Empoli e Torino – che si tratta di un progetto di carattere educativo. Questo è il principio a cui c’ispiriamo, poi in seconda battuta viene il lavoro che facciamo sul campo. A mio avviso spesso si dà troppa importanza all’aspetto fisico rispetto a quello tecnico, in più noi lavoriamo sulla coordinazione del movimento. Nel calcio, se non si cura questa peculiarità il gesto tecnico non viene bene quindi occorre prestare attenzione all’aspetto motorio». Adesso l’attività è sospesa per l’emergenza coronavirus, per tutti si tratta di affrontare un periodo davvero particolare, così è anche per i bambini: «A livello personale – conclude Pratali – non avrei mai pensato di affrontare una situazione del genere, di un virus che ti obbligasse a rimanere in casa. Questo sacrificio è l’unica arma per sconfiggere un avversario invisibile. Ai bambini ci ho pensato più volte se servisse uno psicologo, soprattutto quando si riprenderà l’attività, ma ritengo siano più versatili di noi, nel senso che si adattano rapidamente; gli dai un pallone e loro gli corrono subito dietro. Lo vedo anche con i miei figli». —

Stefano Scarpetti

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