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Olimpiadi e Nations League Carlotta Cambi pensa al 2021
Intanto la pallavolista montopolese del Cuneo è pronta a tornare in Toscana: giocherà nel Bisonte San Casciano
montopoli
La tarda primavera, e poi l’estate, sono momenti molto impegnativi per una pallavolista della massima serie. Si decidono i campionati, con la fine della regular season ed eventuali playoff, inizia il mercato, con trattative che a volte si protraggono fino ad estate inoltrata, e, per le più brave, inizia il periodo dei collegiali estivi con le rispettive Nazionali, seniores o giovanili. Senza contare le grandi manifestazioni internazionali. Il Covid-19 ha dato un colpo di spugna a tutto quanto, lasciando gli atleti in una sorta di limbo “sine die”, da inizio marzo e per chissà quante settimane ancora.
Abbiamo raggiunto la montopolese Carlotta Cambi per sapere come se la passa in questo periodo di stop forzato, terminata l’esperienza a Cuneo, sponda Granda Volley, e con la prospettiva di un ritorno in Toscana (sempre A1 ovviamente).
Partiamo dalla tua situazione personale nell’emergenza sanitaria del Covid-19. A differenza di molte altre colleghe e colleghi, non sei riuscita a rientrare...
«Io sono rimasta a Cuneo non per scelta personale ma perché non avendo una macchina di mia proprietà (ho in adozione la macchina della società) non potevo rientrare in Toscana in sicurezza (senza prendere mezzi pubblici), quindi ho deciso di rimanere qua per non mettere in difficoltà la mia famiglia e sperando (ingenuamente) che la situazione di lockdown non durasse così a lungo. Le prime tre settimane le ho passate nel mio appartamento da sola, studiando tutto il giorno, recuperando il sonno che normalmente durante l’anno perdo e allenandomi quotidianamente facendo il massimo con quello che avevo. Poi ho avuto la fortuna di avere un amico che abita a Cuneo con la famiglia, che conosco da molto tempo, e mi ha convinta a trasferirmi da lui per non stare da sola. Avendo già passato più di 20 giorni in isolamento ho deciso di accettare e ora le mie giornate sono decisamente più movimentate, mi alleno in compagnia, ho un giardino e sua mamma cucina decisamente meglio di me».
Dal punto di vista pratico, che programma di allenamento hai svolto? E quanto tempo gli stai dedicando?
«Ammetto che allenarsi in casa, per un’atleta, non è semplice. Siamo abituati a palestre attrezzate e dover reinventare tutti gli esercizi non è per niente facile. Un ruolo fondamentale lo ha avuto sicuramente il preparatore della mia squadra che ha messo a disposizione delle schede riadattate da poter fare senza l’uso di particolari attrezzi. Io personalmente poi ho acquistato elastici, trx e pesi su Internet, per poter rendere i miei allenamenti più funzionali. Mi sto attenendo alla scheda che ci ha dato aggiungendo esercizi aerobici per non perdere il fiato, anche se ammetto che ogni tanto la voglia di allenarsi in casa scarseggia, ma penso sia comprensibile».
E poi c’è l’università...
«Sto portando avanti i miei esami universitari che durante l’anno metto sempre da parte rispetto alla pallavolo e devo essere sincera, sono molto soddisfatta del lavoro che sto facendo, anche se non nego che appena ho la possibilità scendo in giardino a fare due passaggi, perché per quanto io abbia staccato dalla pallavolo “digitale” il richiamo alla pallavolo giocata è sempre forte».
Quella che purtroppo non si è conclusa è stata la tua sesta stagione in serie A. Come la giudichi?
«È difficile giudicare una stagione non conclusa, soprattutto perché in una squadra nuova come la nostra le alchimie create si stavano rafforzando e l’ultima parte di campionato avrebbe rivelato cosa avevamo realmente costruito. A parte questo è stato un anno di crescita soprattutto tecnico, a livello di ore abbiamo lavorato veramente tanto e questo ha portato una qualità tecnica individuale molto elevata, sicuramente pregio di questo anno a Cuneo. Purtroppo abbiamo affrontato veramente molti infortuni che hanno rallentato il nostro processo di crescita».
Cosa ti manca del periodo del settore giovanile?
«Il periodo al Volleyró è stato il periodo più difficile e bello del mio percorso nella pallavolo. Sicuramente mi manca il gruppo che avevamo creato, perché diversamente da quello che succede in serie A dove ogni anno gli atleti vanno e vengono, noi abbiamo mantenuto lo stesso organico per 3 anni e avevamo creato un gruppo veramente bello e affiatato. Vivevamo insieme, io andavo in classe con altre due compagne di squadra...» .
E ora ti riavvicinerai a casa...
«Ormai posso sbilanciarmi perché è arrivata l’ufficialità, il prossimo anno possiamo dire che “torno a casa” per la gioia di tutta la famiglia: giocherò nel Bisonte San Casciano».
Fermo restando che questa sarà un’estate più che anomala, la tua situazione con la Nazionale?
«Con Davide Mazzanti ho un ottimo rapporto, so di essere nella lista che durante l’estate si doveva (dico doveva perché quest’estate purtroppo ma giustamente si è fermato tutto) allenare per preparare la Vnl e le Olimpiadi, però sono consapevole che nel mio ruolo c’è moltissima competizione, quindi la certezza di partecipare effettivamente ad una di queste due manifestazioni non ce l’avevo, come tutte le cose bisogna guadagnarsele sul campo. È chiaro che questo spostamento dei Giochi al 2021 a me giova molto perché ho a disposizione un anno in più per migliorare e per crescere, che nel mio ruolo è fondamentale». –
Davide Ribechini
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