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Lacorte a Le Mans è Patrick Dempsey «Non la immagino senza pubblico»
pisa
Il futuro di Le Mans tiene in apprensione i piloti della Cetilar Racing?«Sono più preoccupato per la 24 Ore – dice Lacorte – che non per Spa (sulla carta la tappa belga è il prossimo round del Mondiale Fia Wec, ndr), che si può disputare a porte chiuse, anche senza il pubblico. Invece non riesco a immaginare una Le Mans senza gente, sono perplesso», ha aggiunto Lacorte.
Ma una 24 Ore di Le Mans a settembre sarebbe anche più insidiosa, ha commentato Massimo Favini. «Concordo perfettamente – ha risposto Belicchi –. Già a giugno il clima è un po’ al limite. A settembre la notte sarà più lunga e maggiori anche i rischi di trovare il brutto tempo».
Un sorriso è stato regalato nella diretta social da Diego Fundarò, giornalista di Autosprint, che ha rivolto una domanda scherzosa proprio a Lacorte, chiedendogli come mai alla parata di Le Mans sia ormai più acclamato di Patrick Dempsey. «Questa domanda dovrebbe essere rivolta al pubblico femminile – ha risposto Lacorte –. Posso dire che la colpa è dei miei due compagni di squadra, che mi hanno spacciato nella folla come Dempsey. Dicono che gli assomigli… Però non è vero che tra i tre piloti sia io quello più amato ed acclamato, c’è chi ha più successo di me…».
Lacorte ha anche raccontato del debutto di Silverstone dello scorso anno. «È stata una gara che ricordo molto positivamente. Ci siamo presentati nella serie più importante al mondo su un circuito bellissimo ma che non perdona e con una vettura che sapevamo avere qualche differenza rispetto alle altre in termini di prestazioni. In realtà il gap con le Oreca in quel momento non si è rivelato così insormontabile. Un debutto che ci ha fatto partire con molto ottimismo…».
Conclude il pilota pisano: «Noi abbiamo il miglior team su cui potevamo contare per la gestione del mezzo, la Af Corse di Amato Ferrari, ma stiamo facendo fatica per un divario di base. Abbiamo visto che tra Elms e Wec c’è molta differenza. Non è questione che la Dallara non sia stata all’altezza di fare una macchina prestazionale. Se ci facciamo caso siamo partiti con quattro costruttori e ne sono rimasti due soli. Speriamo che ci possano essere degli spiragli per un regolamento diverso, visto che quello attuale limita lo sviluppo nell’ambito di tre anni. Specialmente quando si introduce un concetto nuovo è chiaro che all’inizio si creano delle differenze e permettere lo sviluppo delle vetture diventa fondamentale».
Infine, una finestra su Cetilar Performance, il progetto di Cetilar Racing ideato da Roberto Lacorte e rivolto ai più giovani. Vanes Moro ha chiesto un consiglio per i “baby driver” e Sernagiotto ha risposto: «Essere coordinatore tecnico del progetto Cetilar Performance è un onore. Il kart è un ambiente che negli ultimi anni è diventato ancora più difficile e competitivo, sia per i costi che dal punto di vista tecnico. Ai ragazzi viene spesso chiesto un livello di professionalità che va al di là della loro naturale crescita. Cetilar Performance vuole dare ad essi una serie di principi non solo sportivi ma anche umani. Un consiglio è cominciare presto perché così più presto si imparano le cose fondamentali. E poi essere sempre molto focalizzati sull’obiettivo. Trovare un riferimento ed impegnarsi con tutte le forze per raggiungerlo». —
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