Il presidio
Tuttocuoio, Paola Coia a gamba tesa: «Ci dicano se dobbiamo retrocedere»
PONTE A EGOLA. Il pareggio di domenica scorsa contro l’Aquila Montevarchi ha messo in mostra un Tuttocuoio volitivo e determinato, capace di rimontare per due volte gli avversari portando a casa un pareggio importante sul piano del morale più che per la classifica, che lo vede ancora all’ultimo posto sempre con un distacco di dieci lunghezze dal terzultimo posto.
I neroverdi non hanno digerito la direzione arbitrale del signor Palumbo di Bari, soprattutto il rigore assegnato ad Essoussi e l’espulsione di Ercoli ad inizio ripresa.
«In questa stagione – esordisce la presidentessa Paola Coia – siamo letteralmente tartassati, quello contro i valdarnesi è il 14° rigore che ci fischiano contro. Fra l’altro non c’erano gli estremi per la concessione del penalty, se a questo aggiungiamo l’ingiustificata espulsione di Ercoli il quadro è completo. Io – prosegue la dirigente – non mi sono lamentata ma adesso la misura è colma, se ci vogliono far retrocedere ce lo dicano, così ritiro la squadra».
Il club pontaegolese si è fatto sentire nelle sedi competenti: «Ho scritto in Lega – spiega Coia – chiedendo maggior attenzione nei nostri confronti, certo non cerchiamo alibi ma adesso queste 13 partite che ci rimangono ogni dettaglio è importante, troppo spesso ci sono state decisioni a noi contrarie, Anche con la Juniores sabato scorso abbiamo subìto il sesto rigore».
Tornando al campo, la prestazione di due giorni fa ha lasciato qualche speranza di una clamorosa rimonta, la riprova sarà domenica quando la truppa di Fabrizo Tazzioli sarà ospite dello Sporting Trestina. —
Stefano Scarpetti
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