“Pisa non si piega”, Daniele Meucci neanche: «Ci sono, non mi arrendo e continuo a lottare»
L’atleta pisano racconta l’impresa di Valencia, dove all’età di 34 anni ha battuto il primato italiano dei 10km su strada con il tempo di 28’08”
PISA. Un record è ancora più bello quando non te lo aspetti. Il pisano Daniele Meucci domenica scorsa a Valencia ha abbattuto un primato italiano che resisteva da 18 anni sui 10 km su strada con il tempo di 28’08” . Il 34enne ingegnere portacolori dell’Esercito si è ritagliato uno spazio importante in una gara che di altissimo livello, in cui il kenyano Kipruto ha stabilito il record mondiale e lo svizzero Wanders ha stabilito il primato europeo. Adesso Meucci guarda con maggior fiducia alla Maratona olimpica, obiettivo numero uno della sua stagione.
Daniele, il 2020 non poteva iniziare meglio...
«Questo record intanto mi regala una grande gioia perché dopo tanti anni di carriera ho stabilito per la prima volta un primato italiano, e sono ancora più contento perché è arrivato in maniera inattesa. Mi porta entusiasmo e sicurezza. La gara di Valencia è stata bellissima, organizzata in maniera impeccabile e con tempi fantastici».
Non è quindi un record preparato a tavolino?
«Assolutamente no. Per me era la prima gara dell’anno e inoltre su una distanza breve. Mi allenavo solo da un mese e mezzo e ci eravamo preparati per una gara lenta, diciamo intorno ai 28’40” , 28’50” ».
Ha battuto un record che durava da ben 19 anni e che apparteneva a Stefano Baldini, un motivo in più per essere orgoglioso?
«Il 28’08” ha stupito anche me ed è una grande iniezione di fiducia per il futuro. Fa piacere aver superato un atleta che stimo e conosco e come me si preparava alla Maratona con le prove veloci».
Per festeggiare il record hai postato su Facebook una foto con la sciarpa “Pisa non si piega”. C’è sempre un gran feeling con Pisa e il Pisa?
«Certo, poi mi piace quel motto. Un atleta quando va incontro a qualche delusione o all’età che avanza deve sempre dimostrare qualcosa a chi lo critica. Sicuramente questo è anche un modo per dire che ci sono, non mi arrendo e continuo a lottare».
Qual è il tuo rapporto con il Gruppo sportivo dell’Esercito?
«Ottimo, ormai faccio parte dell’Esercito dal 2004 ed è grazie al loro supporto che posso allenarmi con tranquillità e fare le mie scelte. Da luglio ho un nuovo allenatore, Luciano Di Pardo, con il quale mi trovo molto bene».
Facciamo un passo indietro, come giudichi il tuo 2019?
«Non è stato un anno semplice, comunque l’ottavo posto di fine ottobre alla maratona di Francoforte, che mi è valso il pass per le Olimpiadi di Tokyo, è sicuramente il momento più bello».
Quale sarà il programma in vista delle Olimpiadi?
«Da adesso in poi mi concentrerò sulla maratona. Allenamenti duri fino a metà aprile, ma devo ancora scegliere la prima gara. Devo valutarne alcune, ma sicuramente sarà una corsa di alto livello per misurare subito la mia condizione».
Che maratona sarà?
«C’è ancora un po’ di incertezza perché il percorso scelto in un primo momento è stato cambiato e non si correrà a Tokyo per il troppo caldo. Aspettiamo anche noi atleti di capirci qualcosa in più (si correrà il 9 agosto a Sapporo, nda)».
Il tuo obiettivo?
«Una finale olimpica è sempre una grande emozione e un confronto con i più forti. Il livello è altissimo e sarò lì per fare il possibile e dare il meglio di me stesso».
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