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La classe è eterna: Apruzzese, a quarant’anni gol in rovesciata

Dario Pellegrini
La classe è eterna: Apruzzese, a quarant’anni gol in rovesciata

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Santa Maria a Monte. Segnare in rovesciata non è mai un gesto atletico irrilevante, figuriamoci a 40 anni. No, non stiamo parlando di Moscardelli e del bellissimo gol recentemente segnato in Trapani-Pisa. Cambiamo palcoscenico, guardiamo al calcio a 5 dove Peppe Apruzzese è riuscito a segnare in rovesciata nella vittoria esterna del Montecalvoli contro l’Elba C5, campionato di Serie C1 del Futsal.

Un gesto tecnico degno di un ragazzino non ancora domo all’età che avanza: «Finché c’è la passione c’è tutto - sostiene Peppegoal. - La voglia di allenarsi e migliorare costantemente le mie potenzialità mi spinge ancora ad amare quello che faccio».

Migliorarsi…Un verbo non scontato per un signore del futsal toscano. Apruzzese ha infatti alle spalle una carriera di enorme prestigio: San Lazzaro, Rinascita, Toscana Sport, Fiorentina e, il suo più grande amore, il Futsal Prato. «10 anni di Prato non si scordano - ammette . - Per me è sempre stato un onore calcare quel campo: sono un pratese di nascita e riuscire ad esser profeta in patria rimane un grandissimo orgoglio».

Dopo 20 anni passati fra A2 e serie B Apruzzese ha deciso di legare il suo nome alla maglia del Montecalvoli: «A dir la verità già l’anno scorso sono sceso di categoria. L’annata però è stata molto sfortunata: uno strappo di 8 cm al polpaccio mi ha impedito di rendere al meglio. Durante questo periodo ho sentito molte malelingue, persone che parlano troppo di situazioni che non posso nemmeno comprendere. Fortunatamente a inizio estate ho ricevuto la telefonata di mister Begliomini e ho deciso di intraprendere questa avventura».

Una storia appena iniziata, ma, alla luce del penultimo posto in classifica, già densa di difficoltà: «Siamo una squadra molto giovane, fortunatamente ci sono io che alzo un po’ la media - scherza. - Giochi a parte, non siamo contenti di quanto raccolto finora. D’altro canto molti dei miei compagni hanno grandissime qualità ma poca esperienza: il girone di andata è servito loro per immagazzinare nuove conoscenze. Nei prossimi mesi saremo chiamati a prendere punti importanti per portare questa società alla salvezza».

Quando si è di fronte a giocatori di questo spessore viene quasi automatico chiedere se, tra le propria fila, ci sia qualcuno con un bel futuro in questo sport: «Montorzi e Pratelli non li scopro certo io. Sono giovani ma con campionati di serie B alle spalle. A loro però vorrei aggiungere Lebaara: ho consigliato io al mister di dargli un’opportunità in prima squadra e lui ci sta ripagando».

Infine un monito per il futuro: «Quando smetterò mi piacerebbe allenare ma penso che la parola fine sia lontana dalla sua trasposizione: sto bene e mi prendo cura di me stesso. La prossima stagione mi vedo ancora come calciatore». Una risposta che contorna la differenza fra un giocatore finito ed uno infinito. Manco a dirlo, Apruzzese appartiene alla seconda categoria. —

Dario Pellegrini

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