Il Tirreno

Pontedera

serie c: intervista all’esterno sinistro del pontedera 

Mannini: salviamoci velocemente, poi penseremo al resto

Tommaso Silvi

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PONTEDERA. Controllo di controbalzo su un lancio di 50 metri. Poi tiro secco all’angolino. Col destro, il suo piede “debole”. Così Daniele Mannini ha portato il Pontedera al secondo posto in classifica. Così ha deciso – a cinque minuti dal triplice fischio – il turno infrasettimanale di mercoledì con la Pro Patria.

Dice di sentirsi bene, di essere sereno e di non voler ripetere col Pontedera ciò che ha vissuto con la Sampdoria nella stagione 2010-2011. «Finimmo il girone di andata con 26 punti, nella parte alta della classifica. Poi ne arrivarono solo dieci durante il ritorno, e finimmo in serie B. Per questo dico che il Pontedera merita la seconda posizione attuale, ma l’obiettivo è quello di arrivare il prima possibile a 43 punti e blindare la salvezza. Poi avremo modo e tempo per concentrarci sul resto».

Esperienza, saggezza e lucidità. Tutto nelle parole di “zio Daniele”, sempre più punto di riferimento del Pontedera che non vuole smettere di sognare. Mercoledì sera hai dedicato il gol ad Andrea Caponi, in tribuna dopo la sostituzione a fine primo tempo. C’è un forte legame tra voi. «Andrea ha uno spirito che mi fa impazzire. Non molla mai, sente la maglia granata come una seconda pelle. Io ho vissuto a Pisa quello che lui vive a Pontedera, lo capisco bene. Sono contento che sia rientrato perché il suo contributo in campo è fondamentale».

Caponi, Mannini, De Cenco. Al Pontedera quest’anno non mancano gli uomini d’esperienza. «Esatto, senza dimenticare i tanti giovani che nonostante l’età hanno una buona conoscenza della categoria. In tanti anni di carriera non mi era mai capitato di giocare in una squadra in cui i “vecchi” non hanno bisogno di essere stimolati a dare il massimo. Qui noi facciamo di tutto per spingere la macchina a mille all'ora, siamo determinati e motivati».

La città sogna, i tifosi sorridono e al Mannucci a poco a poco si diffonde l’entusiasmo. Cosa ci fa il Pontedera al secondo posto in classifica? «Di sicuro non è un caso, perché dopo undici giornate i valori emergono. Ci sono molte squadre che stanno facendo peggio di noi. Al di là del campo, qui c’è una programmazione spaventosa. A fine luglio la squadra è sempre pronta, non ci sono problemi economici, a Pontedera si sta da dio. Un clima così in Serie C si vive raramente».

Mannini e il Pontedera. Un legame che si sta consolidando e sta dando buonissimi frutti sul campo. «Nella scorsa stagione ho iniziato da seconda punta, ma non è il ruolo che fa per me. Poi il mister mi ha messo a sinistra nel 3-5-2, e lì mi trovo benissimo. Sto bene e mi diverto, questo è l’importante».

Oggi Mannini compie 36 anni. Eppure la condizione atletica è quella di un ragazzino. «Devo ringraziare il preparatore atletico Claudio Giuntoli, che sta facendo un lavoro straordinario e mi sta mettendo nelle condizioni di rendere al meglio. E un grazie anche al mio amico Gianluca, che mi dà suggerimenti fondamentali per mantenermi in forma, sia fisica che psicologica». —

Tommaso Silvi

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