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«L’infortunio? Ho avuto paura Ma voglio tornare al più presto»
Andrea Caponi analizza anche il buon momento della squadra granata «Possiamo giocarcela con chiunque, prima però pensiamo alla salvezza»
PONTEDERA. Parla Andrea Caponi. Del tremendo infortunio che a inizio agosto ha segnato la sua stagione. Dell’andamento del Pontedera nelle prime quattro gare di campionato, che si è visto tutte dalla tribuna. Soffrendo come se fosse in campo coi compagni. E poi dei singoli, in particolare di chi, finora, ha preso il suo posto nel cuore del centrocampo, nel 3-5-2 di mister Ivan Maraia.
Il primo pensiero, però, non può che andare al 10 agosto. Al giorno del tremendo scontro di gioco nella partita di Coppa Italia contro la Pistoiese. Quando Caponi - anima e simbolo del Pontedera – è rimasto a terra con la parte destra del volto fratturata in più punti dopo il contrasto aereo col difensore arancione Paolo Dametto. «Ho sentito le ossa cascare all’interno della mia faccia. È stata una sensazione tremenda, un dolore mai provato prima. Non riuscivo a capire cosa stava accadendo». Caponi racconta, e ripercorre i giorni immediatamente successivi al trauma. Prima al Lotti di Pontedera, poi a Cisanello, dove è stato operato per ricomporre le fratture. «Arrivato al Lotti, i medici hanno subito mostrato preoccupazione per le condizioni dell’occhio destro. Per un attimo ho avuto la paura di non poter più riuscire ad avere una vista normale. Avrebbe significato smettere col calcio, ma per fortuna sono stato tranquillizzato in tempi brevi dai dottori. Ho pensato a mia figlia – dice ancora “Andreino”, come lo chiamano i pontederesi – non volevo che mi vedesse in quelle condizioni». Per un amarissimo scherzo del destino, Caponi si è fatto male nella stessa zona del campo in cui, sempre al Mannucci, nel 2011 il fratello Manuel franò a terra dopo una botta alla testa. Anche lui vestiva la maglia granata, e da quel giorno – dopo essere stato addirittura in coma, prima di riprendersi del tutto e tornare alla vita normale al termine di una luna riabilitazione – ha dovuto chiudere col calcio giocato. Acqua passata. Per Manuel, ma anche per Andrea, che ora pensa solo a tornare alla guida della mediana il prima possibile. «Mi piacerebbe farcela prima dell’anno nuovo – rivela – e farò di tutto per riuscirci, anche se devo rispettare le tappe imposte dai medici».
Nel frattempo, il Pontedera ha iniziato bene il campionato. Due vittorie, un pari e una sconfitta nelle prime quattro partite. Maraia, al posto di Caponi, ha provato prima Calcagni, poi Barba nelle ultime due gare con Olbia e Novara. «Barba a mio avviso è più adatto a ricoprire quella zona di campo, gioca rapido e semplice, si fa trovare dai compagni. Calcagni sulla corsia di destra ha fatto bene, per noi sono fondamentali la sua corsa e la sua determinazione», spiega ancora Andrea Caponi. La classifica ora conta poco, ma dice che il Pontedera è lassù, tra le grandi. Al quarto posto. «Possiamo giocarcela con chiunque – conclude Caponi – e non è un modo dire. L’obiettivo è la salvezza, ma tutti lavorano per fare più punti possibile. Spero di poter dare presto il mio contributo. Non vedo l’ora». —
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