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Il “nipote d’arte” s’impone nello sprint a Santa Croce

A.Q.
Il “nipote d’arte” s’impone nello sprint a Santa Croce

Il dodicenne Danilo Bartoli appartiene ad una famiglia butese composta da ciclisti Dal noto zio Michele a babbo Mauro (due anni da prof) e il nonno Graziano

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BUTI. Da Graziano a Danilo, passando da Mauro, ma soprattutto Michele. È la famiglia Bartoli che fa del pedale una sorta di fil rouge per unire nonno, figli e nipote. Passione per il ciclismo e per le vittorie. Se Michele Bartoli è stato quello più famoso, ora c’è il giovanissimo Danilo Bartoli che a 12 anni mette insieme successi che fanno ben sperare. L’ultimo in ordine temporale è il titolo toscano di sprint, memorial Franco Ballerini che si è corso a Santa Croce sull’Arno.

Una corsa particolare, quella che si è disputata nella cittadina conciaria nell’ultimo weekend. I partecipanti dovevano fare una gincana nei primi trenta metri di percorso, mentre i cinquanta finali erano su strada libera e, quindi, venivano percorsi a tutta velocità per lo sprint conclusivo. Sessanta partecipanti appartenenti alla categoria G6. Una gara a eliminazione tra chi riusciva a percorrere nel minor tempo possibile la breve distanza tra la partenza e l’arrivo. Una prova di velocità, ma anche di abilità, adatta a giovanissimi ciclisti che stanno crescendo all’insegna dell’impegno sportivo, ma anche del divertimento legato a un mezzo, la bicicletta, che significa soprattutto libertà di movimento.

Ma siccome nel ciclismo agonistico, anche quello per i giovanissimi, si vince e si perde, le prove eliminatorie servivano per trovare il gruppo da cui, poi, sarebbe uscito il vincitore. I migliori diciotto, infatti, sono entrati nella fase finale della competizione che prevedeva uno sprint di duecento metri senza ostacoli. Da qui, dodici rimasti a giocarsi le chance di vittoria, poi sei e successivamente gli ultimi tre per la finalissima che ha visto primeggiare proprio Danilo Bartoli nella manifestazione organizzata dall’Unione ciclistica Santa Croce sull’Arno.

Il giovane erede della celebre famiglia di ciclisti sta viaggiando a gonfie vele. Sono già numerose le vittorie nella sua breve carriera. Prima di Santa Croce, tra le altre, quella a Casa Bonello a San Miniato lo scorso novembre. La prima fu in Trentino nel 2016. È chiaro che l’attenzione sul dodicenne è altissima, ma lui sembra vivere la passione per il pedale nella maniera più tranquilla possibile. Non è facile portare il suo cognome. Ormai è nota l’illustre parentela con lo zio. Ma è altrettanto evidente la capacità della famiglia Bartoli di gestire il ragazzino nel migliore dei modi.

Il babbo, Mauro Bartoli, due anni da professionista del pedale, è fatalmente quello più coinvolto nell’attività sportiva del figlio. È lui che lo segue da vicino negli allenamenti e che non si perde una gara di Danilo. Inevitabile, però, l’interessamento dei familiari. Michele, grande protagonista delle gare classiche del ciclismo internazionale. Ma anche il nonno, Graziano Bartoli, che in carriera ha corso da dilettante, con buoni risultati, fino a quando non ha visto interrompersi la carriera per un incidente. E se ci mettiamo anche il cugino Claudio che ha portato avanti la passione per il ciclismo per anni, il quadro familiare è al completo per capire quanto rendano orgogliosi i Bartoli le performance del giovane corridore del Gs Butese. —

A.Q.

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