Italia
Atletica leggera: Luisella Rossi, mezzo secolo di vittorie e il meglio deve ancora venire
Campionessa italiana master di salto in lungo negli Over 60, ora insegue il record europeo nella stessa specialità
PISA. Luisella Rossi, 63 anni da Pisa. Una vita per l’atletica leggera.
Campionessa italiana master over 60 in carica nel salto in lungo e con mezzo secolo di attività sulle spalle, Luisella Rossi, di smettere con lo sport, non ne vuole proprio sapere.
Nata a Pisa il 20 gennaio 1956, il suo amore per l’atletica inizia prestissimo, a 12 anni, per continuare fino ad oggi, con sessioni quotidiane al “campo” per due/tre ore di allenamento giornaliero. Solo poco più che 17enne, in attesa di un figlio, rimase lontana dalle piste per circa un anno e mezzo, poi, da vera “pasionaria”, la sua carriera non si più fermata. A lungo dipendente a 50 Canale, Luisella Rossi è stata anche in nazionale giovanile (record italiano Juniores nel salto in lungo, 5.86 m) e campionessa italiana di Pentathlon, mentre oggi è insegnante di scienza motorie all’Istituto Matteotti di Pisa e promotrice della squadra Cus Pisa Master.
Ma quali sono stati gli eventi più importanti della sua lunga vita da sportiva? «Da ragazzina ho vinto un sacco di campionati italiani nel salto in lungo. Però, a distanza di tanti anni, ritrovarsi ancora a gareggiare in questa specialità e con ottimi risultati, mi dà grande soddisfazione».
Per circa 15 anni, infatti, Luisella Rossi aveva dovuto abbandonare il salto in lungo in favore della marcia per problemi fisici. Ora, invece, ha ripreso da dove aveva lasciato. «Nelle categorie master l’agonismo è altissimo, ve lo garantisco. Non è vero che “l’importante è partecipare”. Quando scendo in pista voglio vincere (ride). Il punteggio è dato anche in base all’età del concorrente. Più l’età è alta, più punteggio guadagni. Ma la prestazione resta alla base. Se vai piano o non fai la misura giusta, non vinci neppure a 80 anni».
Nessun partecipante master è “improvvisato”: «No, con l’età che avanza, il rischio di farsi male diventa altissimo. Personalmente, in 50 anni, non ho mai perso un giorno di allenamento. La passione è tutto, anche a discapito della vita personale, che a volte deve essere messa un po’ da parte. Però, ho sempre cercato di coniugare famiglia, lavoro e sport».
Nel 2018 Luisella Rossi ha incamerato la migliore prestazione italiana nel salto in lungo (4,12 metri), laureandosi campionessa master over 60. Come per ogni sportivo, comunque, il sogno nel cassetto resta sempre quello che deve ancora realizzarsi. «Certo - continua - se non avessi un obiettivo, non potrei andare avanti. Per me è il record europeo, che oltretutto credo alla mia portata (4,28-4,29 m)».
L’allenamento, la preparazione alla gara, è parte fondamentale nella vita di uno sportivo. Luisella ogni giorno frequenta gli impianti di Barbaricina.
«Allenarsi al campo-scuola è davvero difficile, la pista è praticamente inesistente e ormai si corre sul cemento, specialmente sulle corsie esterne. Anche le pedane del salto in lungo e del salto in alto sono messe male. Per fortuna resta la pista coperta. In città mancano impianti sportivi adatti alla pratica dell’atletica leggera, mentre intorno a noi, a Lucca, Livorno, Pontedera e Cascina, stanno tutti meglio. Faccio un appello affinché si risolva questa situazione».
A Luisella Rossi chiediamo di invitare le persone ad approcciare l’atletica leggera. «A chi non ha mai provato, specialmente alle persone più avanti con l’età, dico di non avere paura e di venire al campo-scuola, perché non è mai troppo tardi per iniziare. Nella squadra del Cus Pisa Mater, in diversi, hanno iniziato la loro attività a 65 anni suonati e ora non riesco più a toglierli dalla pista».
Luisella, in chiusura d’intervista, ha anche un pensiero per i più giovani. «Ai ragazzi, invece, dico che lo sport è importante, perché è un esempio di vita e t’insegna a rispettare le regole e le persone, ad affrontare le difficoltà e a non mollare mai. Per questo motivo, lo sport, aumenta l’autostima e dà la possibilità di rimettersi continuamente in gioco. Dico questo per esperienza personale. Lo sport, infatti, mi ha aiutato moltissimo, specialmente nei momenti di difficoltà». —
Carlo Palotti
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