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Coppa del Mondo Pisa convince tutti

Fabrizio Del Pivo
Coppa del Mondo Pisa convince tutti

Tanto pubblico alle gare e la Torre illuminata con il tricolore Vanni: «Potevamo conquistare qualche medaglia in più»  

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PISA. La quinta edizione del Trofeo Torre Pendente, ottimamente organizzata dall’Us Pisascherma, valida come prova di Coppa del Mondo e di qualificazione per i prossimi Giochi di Tokyo 2020, è andata in archivio ed è il momento dei bilanci.

Queste le medaglie azzurre. Bebe Vio oro nel fioretto femminile, categoria B.

Alessio Sarri argento nella sciabola maschile, categoria B.

Edoardo Giordan bronzo nella sciabola maschile, categoria A.

Fioretto maschile a squadre (Matteo Betti, Emanuele Lambertini e Gianmarco Paolucci) bronzo.

Del livello organizzativo parla il presidente dell’Us Pisascherma Giovanni Calabrò: «Organizzare un evento come questo non è una impresa banale. Anzi. Quest’anno la gara era valida come qualificazione Olimpica ed abbiamo avuto un numero di Paesi partecipanti più elevato delle scorse edizioni con atleti di trentuno nazioni. È stata una cosa complessa, ma grazie a tutte le varie componenti è andato tutto nel miglior modo possibile. È stato bellissimo vedere la Torre illuminata con i colori del nostro Tricolore: è stata la ciligiena sulla torta che ha fatto sì che questa edizione passi tra le pagine storiche della nostra città. Un grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato».

Soddisfatto dell’organizzazione anche il vicepresidente federale Paolo Azzi: «È stata una gara che è una sicurezza in fase di organizzazione. E’ stata una edizione più importante delle altre edizioni visto che c’erano in ballo anche i punti della qualificazione Olimpica. Hanno partecipato moltissimi atleti ed il livello è stato molto elevato. La presenza dei cinesi ha reso più difficile la vita a tutti. Con loro non c’è da scherzare. Aver conquistato quattro medaglie è stato un buon bottino. E l’organizzazione del Pisascherma è una sicurezza. Si è fatta una reputazione positiva migliorando sempre con il passare deli anni. Tutti, ormai, lo riconoscono. E non solo gli italiani. Sarà un punto fermo per il futuro».

Per quanto riguarda l’aspetto agonistico il bilancio lo tracciano Simone Vanni e Francesco Martinelli rispettivamente commissari tecnici del fioretto e della spada. «Direi – esordisce Vanni – che non è andata benissimo. È un buon bilancio, ma potevamo fare meglio. Eravamo abituati in un’altra maniera. Dobbiamo vedere a mente fredda se e dove abbiamo sbagliato anche se va detto che il livello era estremamente alto. La squadra cinese è tornata a farsi sentire. Inoltre va ricordato che questa gara è più difficile di una Olimpiade o di un Mondiale visto che in quelle competizioni gareggiano al massimo due-tre atleti per nazione, mentre in Coppa sono molti di più. Direi che ci siamo difesi abbastanza bene, ma qualcuno, come si direbbe a scuola, è stato rimandato a settembre».

Martinelli aggiunge: «Direi che calcolando tutto il gruppo il bilancio è abbastanza buono. Onestamente, speravo in qualcosa in più in chiave qualificazione Olimpica. Tecnicamente, va ricordato che, visti i numeri e la qualità presente, questa gara era più dura di un Mondiale od una Olimpiade. Sono contento, come pisano, dell’ottimo seguito che abbiamo avuto. C’è stata tanta gente e tantissimo tifo. La città ha risposto benissimo e questo è merito anche dell’organizzazione che è stata impeccabile». —

Fabrizio Del Pivo

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