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Rocco Di Benedetto, i gol arrivano dal centrocampo per la Berretti del Pisa
Già 10 centri ne fanno il bomber della squadra di mister Birindelli Ha sempre segnato nelle ultime 4 gare in cui è stato impiegato La rete più bella con il Pontedera
PISA. 10 reti in 18 partite. A segno da due gare consecutive. Anzi, quattro, se si considera il fatto che a Carrara era assente per squalifica. Una media realizzativa da attaccante quella di Rocco Di Benedetto, centrocampista goleador e capitano della Berretti allenata da mister Birindelli. Rocco è nato il 3 settembre del 2001, il giorno del trentesimo compleanno di Paolo Montero compagno di squadra di mister Birindelli nella Juventus.
Per Rocco questa è la terza stagione con la maglia nerazzurra. Cresciuto calcisticamente nella Stella Rossa Castelfranco, da bambino giocava in porta, poi ha trovato il suo “vero” ruolo: centrocampista, moderno e completo.
Titolare inamovibile, nella mediana a tre ricopre il ruolo di mezzala; la duttilità tattica fa sì che si trovi a proprio agio anche in un centrocampo a due. Spiccate doti di leadership, grinta da vendere, polmoni inesauribili. Caratteristiche che si abbinano a piedi educati (destro naturale, ma calcia bene anche col mancino), un gran tiro e abilità negli inserimenti. Oltre ad un gran feeling con il gol. Delle 10 reti 5 sono arrivate dal dischetto (en plein), due su punizione, una su conclusione mancina al volo dal limite, una capitalizzando un inserimento e una di testa.
Un bottino che fa del capitano il bomber della squadra (alle sue spalle Salvaggio con 5 reti) e che, con 5 partite ancora da disputare, può diventare ancora più ricco. Una varietà realizzativa caratterizzata da una costante: l’esultanza con dedica e bacio al polso sinistro, dove c’è un portafortuna regalato da una persona speciale. Sei reti nel girone d’andata, quattro, fino ad ora (con un rigore) nel girone di ritorno.
Quasi la metà dei gol segnati dal Pisa (10 su 23) porta la firma di Di Benedetto. La rete più bella? Forse la pennellata su punizione nel derby contro il Pontedera. Il più “pesante”? Il rigore dell’1-1 contro la corazzata Entella. Pallone di piombo, ma il capitano non si tira di indietro quando c’è da prendersi della responsabilità. Verratti e Nainggolan gli idoli, i giocatori ai quali si ispira.
Il sogno, nemmeno tanto segreto, è quello di diventare calciatore. Un traguardo difficile da raggiungere, ma, come recita una frase del libro L’alchimista di Paulo Coelho, “è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante”. —
Alessandro Marone
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