Italia
Federica, da Capannoli al tetto d’Italia col Sassuolo
La giovane pallavolista ha alzato al cielo la Coppa di serie A2 di volley. «Gioia immensa, mai provata in vita mia»
CAPANNOLI. «Ancora non riesco a crederci, è tutto bellissimo. È una gioia immensa, mai provata in vita mia».
Sono le prime parole di Federica Squarcini, centrale di 19 anni, di Capannoli, all’uscita dal campo, al termine della finale di Coppa Italia di serie A2 femminile. Federica ha trascinato alla vittoria la Canovi Coperture Sassuolo mettendo a terra 20 punti. «È stata una partita incredibile, abbiamo dato tutto ciò che avevamo per realizzare il nostro sogno e ce l’abbiamo fatta», prosegue la pallavolista classe 2000 nata e cresciuta in Valdera.
La formazione emiliana è, dunque, la regina dell’edizione 2019 della Samsung Galaxy A, Coppa Italia di serie A2: all’Agsm Forum di Verona Sassuolo si aggiudica il trofeo per la prima volta nella sua storia, battendo in una spettacolare finale la Lpm Bam Mondovì con il punteggio di 3-2 (23-25, 25-17, 25-16, 18-25, 17-15). Davanti a più di 4.000 spettatori, la Canovi Coperture si rende protagonista di una straordinaria rimonta nel tie-break, recuperando dal 6-11 al 13-13 e annullando anche un match-point prima di chiudere ai vantaggi. Gioia incontenibile per le neroverdi e delusione per gli oltre 500 tifosi di Mondovì, che per il secondo anno consecutivo vedono svanire la Coppa in finale.
Il trionfo di Sassuolo è anche il trionfo di Federica Squarcini, una delle migliori in campo, che ha realizzato il punto decisivo del secondo set, quello che ha rimesso il match in equilibrio dopo l’1-0 di Mondovì. Meglio di lei, a livello realizzativo, nella Canovi Coperture, ha fatto soltanto la giovane opposta Josephine Obossa, classe 1999, autrice di 27 punti. Federica Squarcini è arrivata in Emilia nella stagione 2015-2016, e in poco tempo ha saputo contraddistinguersi nel panorama nazionale della pallavolo.
«Ho sempre cercato di portare avanti anche lo studio – racconta, ancora in preda all’emozione, al termine della partita che ha proiettato la sua squadra sul tetto d’Italia – perché lo sport è senza dubbio la mia vita, ma non è l’unica cosa che conta».
Umile, ma determinata. Federica ha un volto angelico e innocente, ma sotto rete sa tirare fuori una cattiveria agonistica straordinaria. Caratteristica che ha fatto vedere anche ieri, a Verona, nella finalissima contro Mondovì. «Cerco sempre di mettere il 100% in quello che faccio. Ho fatto molti sacrifici nella mia vita – prosegue – ma giornate come questa ripagano di ogni sforzo fatto in passato».
E ieri, a Verona, sulle tribune dell’Agsm Forum c’era anche tutta la famiglia di Federica, arrivata da Capannoli per sostenerla. «Dedico a loro la vittoria. A mamma Paola e babbo Paolo, al mio fratellone “Tato” Lorenzo, a mia zia Daniela e a mia nonna Renza. La loro presenza mi ha dato qualcosa in più. Volevo alzare la Coppa al cielo anche e soprattutto per loro», dice ancora Federica, che conclude: «Se spero di giocare in serie A l’anno prossimo? Vediamo. Intanto, voglio concludere al meglio questa stagione col Sassuolo». —
Tommaso Silvi
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