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punto di vista 

Se “Cavallo pazzo” compie l’impresa ecco i ringraziamenti delle truppe pisane

Roberto Grazzini

Simone Venturi ha guidato il suo Montevarchi a sbancare il campo del GhiviBorgo in serie D Così i neroverdi salgono in testa e i rossoblù sono in corsa

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Lo chiamavano “Cavallo pazzo” per quei capelli lunghi e biondi (con barba annessa) al vento e l’espressione indemoniata quando galoppava sulla fascia da buon cursore laterale. Da tecnico con chioma tagliata e leggermente ingrigita, è diventata persona diciamo più misurata e pragmatica, ed alla quarta stagione di praticantato in serie D, Simone Venturi, trainer della gloriosa Aquila Montevarchi e in precedenza, incredibile ma vero, primo allenatore pistoiese del Montecatini (una bestemmia da quelle parti) ha le carte e i risultati in regola per far sognare quella parte della provincia aretina, da troppo tempo lontana dai palcoscenici importanti.

Intanto, coi sentiti ringraziamenti di Ponsacco e Tuttocuoio, il condottiero Venturi e la sua spensierata truppa rossoblù hanno fatto l’impresa della giornata sbancando il campo del GhiviBorgo e portando di fatto a quattro il lotto delle squadre, raccolte in soli 4 punti, che possono ambire alla promozione diretta nel dorato mondo (?) dei professionisti.

Tornando nell’ hinterland pisano è stata la domenica di coloro che non cascano più dalle braccia della balia come gli higlander Francesco Mariani, a cui basta uno spezzone di gara per essere protagonista, e Francesco Di Paola, classe di ferro 1984, all’undicesimo centro stagionale. Tanto, alla fine della fiera, i gol li segnano sempre gli stessi. Vedi l’uomo di Guantanamo, all’anagrafe Samon Reider Rodrigues, capocannoniere del torneo (16 centri) anche se la sua ennesima prodezza non basta al Seravezza , per “uscire vivo” dalla tana del rigenerato Gavorrano.

Alla voce “resurrezioni conclamate” va aggiunto di diritto il San Donato Tavarnelle (sesto successo nelle ultime sette gare). Segnali confortanti arrivano pure dalle pendici del monte Amiata dove la Pianese del pisano Marco Masi torna a fare la voce grossa. In coda, nella corsia da codice rosso va il povero Scandicci (quarto ko di fila). —

Roberto Grazzini

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