Il presidio
«Dai Pontedera, resta in partita e colpisci»
Il direttore generale Paolo Giovannini sul derby: «Al Pisa toglierei Di Quinzio, ma i miei ragazzi sanno come si batte una big»
PONTEDERA. Ostenta tranquillità il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini. Per lui, la partita tra i granata e il Pisa di oggi vale tre punti come un’altra gara del calendario di serie C. «Vorrei solo che la squadra proseguisse la striscia positiva di risultati, perché sarebbe il frutto del buon lavoro fatto finora», si limita a dire. Poi, però, scopri che «per motivare i ragazzi in queste partite non servono tante parole», come a dire: il derby col Pisa è una partita speciale. Con le “vecchie volpi” non sempre è facile decifrare il codice, per cui meglio stare ai fatti. Il Pontedera ha ventisei punti in sedici incontri. Tanti, se si considera il livello del girone di quest’anno. Nelle ultime sei partite ne ha ottenuti sedici dei diciotto a disposizione. E col Pisa non ci sarà il rischio da “pancia piena”. «Si gioca in una cornice di pubblico spettacolare – spiega Giovannini – Gare così, vogliono giocarle tutti».
L’attuale direttore generale del Pontedera è da anni nella città della Vespa. Ma il suo inizio da dirigente risale alla fine degli anni Ottanta proprio a Pisa. «Ho smesso di giocare a 26 anni e tramite il mio grande amico Stefano Diana ho fatto per alcuni mesi l’osservatore per il Pisa di Romeo Anconetani. Da lì ho capito che questo mondo m’interessava e ho deciso di prendere il patentino da procuratore, conseguendolo nel 1991 e, dopo otto anni, sono diventato direttore sportivo a Castelnuovo Garfagnana. Senza quell’esperienza a Pisa non so come sarebbe andata la mia vita».
Una tappa fondamentale, quindi, per il cammino di un dirigente stimato e ambìto da piazze importanti, compresa quella nerazzurra che lo ha tentato varie volte in passato, senza mai riuscire a strapparlo al Pontedera. Dove Giovannini ha costruito una sorta di feudo in cui la maggior parte delle decisioni passano da lui. Ma oggi in campo ci saranno i giocatori che Giovannini ha scelto per cominciare bene la stagione e non soffrire come negli anni scorsi. I risultati fin qui ottenuti premiano le decisioni della società. Ma col Pisa servirà qualcosa in più. «Dovremo stare in partita – dice – provando a farci vedere spesso nella metà campo avversaria. Il Pontedera dovrà avere la forza di ripartire e mantenere il possesso palla in equilibrio. Abbiamo visto che, contro squadre importanti del girone siamo sempre riusciti a fare una buona prestazione, procurandoci anche le occasioni per colpire».
Un derby non semplice da inquadrare dal punto di vista tattico, almeno alla vigilia. «Loro hanno tanta qualità in mezzo – sottolinea Giovannini – Davide Di Quinzio è un giocatore che mi piace molto e che toglierei volentieri ai nerazzurri. Ma hanno anche molti giovani, a differenza del passato. È un progetto nuovo per Pisa, che ha bisogno di tempo e di fiducia per maturare».
Sull’altro fronte, grande attenzione su Christian Tommasini, centravanti classe 1998 che sta facendo bene. «Ma che ha ancora tanta strada da fare – ammette il direttore generale – Lo stiamo monitorando e aiutando a crescere. Vorrei che continuasse con le prestazioni dell’ultimo periodo. Ma non vorremmo caricarlo troppo di responsabilità che finirebbero per danneggiarlo». —
Andreas Quirici
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