Il nuovo Pisa muove i primi passi
Il presidente Corrado: «L’obiettivo adesso è quello di creare una squadra coesa e compatta adatta alla serie C»
PISA. Un nuovo direttore sportivo, un accordo con l’allenatore che sembrava ormai deciso al 100% ma invece va ancora definito, un entusiasmo che non viene scalfito da una stagione al di sotto delle aspettative, e uno sguardo in avanti per lo stadio e gli sponsor. Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado torna a parlare dopo l’eliminazione del Pisa nei playoff, sereno nonostante una costola rotta, insieme al figlio Giovanni che però ascolta senza partecipare direttamente alla discussione con i giornalisti.
«Porteremo avanti il nostro progetto con un nuovo architetto pronto a costruire una squadra competitiva», dice in conferenza stampa. Prima di parlare del futuro però fa un’ampia analisi partendo dal divorzio con Raffaele Ferrara: «Sia a me che agli altri soci è dispiaciuto molto che si sia dimesso. Ferrara con la sua competenza ha portato valori umani e tecnici importanti, purtroppo i playoff non sono andati come volevamo ma la squadra era competitiva. Ferrara ha contribuito anche al rilancio del settore giovanile».
Il presidente del Pisa cerca di fare una diagnosi per poter rimediare agli errori fatti nella passata stagione: «Le valutazioni che si fanno dall’esterno non sempre corrispondono alla realtà. Credo che il problema principale non sia stato di natura tecnica ma bisogna andare un po’ indietro nel tempo».
Esattamente al dicembre del 2016: «Noi abbiamo rilevato una società malata e in default nel momento cruciale della stagione precedente in B, pensavamo di risanarla cambiando alcune cose. La stessa sera in cui abbiamo rilevato il club, a Milano un signore mi raccomandò di fare piazza pulita. Non averlo fatto è stato un grande errore di valutazione da parte nostra, perché siamo andati avanti facendo qualche aggiustamento senza azzerare tutto quello che abbiamo ereditato».
Proprio da qui si riparte: «Adesso servono idee e progetti nuovi per curare i nostri malanni, anche per questo motivo ci siamo affidati a Gemmi. Abbiamo cambiato tre allenatori, ma se i risultati non sono arrivati la colpa non può essere tutta loro. Anche il nuovo direttore ha riconosciuto il valore della nostra rosa, ma non basta. Per vincere occorrono tante altre cose. L’obiettivo adesso è quello di creare una squadra coesa e compatta costruita in maniera virtuosa, adatta al campionato che disputeremo».
Il presidente cerca quindi di rassicurare la città: «Pisa può essere serena perché abbiamo iniziato un progetto e lo porteremo avanti. Non è poco avere la certezza di lavorare in un clima societario di grande trasparenza e salute. Il pisano non deve avere paura che la società non si iscriva ma deve capire che ci vuole un po’ di tempo per portare avanti un certo tipo di progettualità. Punteremo a fare bene a livello sportivo rispetto agli investimenti necessari e disponibili. Dopo aver pagato tanti debiti, speriamo di riscuotere anche qualche credito. I nostri investimenti un club di Lega Pro non li fa nemmeno in 10 anni. Noi siamo un gruppo di imprenditori senza secondi fini: abbiamo intuito nel progetto Pisa quei presupposti per creare una sana e virtuosa gestione sportiva per dare una continuità alla società, a cominciare dal progetto dello stadio. Vogliamo ricostruire ed essere aggressivi e competitivi, non fare scommesse come fanno altre società che poi si trovano in difficoltà».
Corrado annuncia che il ritiro sarà a Storo, per la terza stagione consecutiva, nella seconda metà di luglio: «Dovremmo partire il 13 e faremo due amichevoli. San Piero a Grado dovrebbe rimanere il quartier generale degli allenamenti ma sono situazioni che analizzeremo più avanti, in primis per la problematica della palestra».
Qual è la situazione dell’Arena Garibaldi in rapporto all’attuale situazione politica? «È un problema che avrà qualsiasi candidato che diventerà sindaco. Ma da tutti ho trovato disponibilità per far ripartire il nuovo progetto. Il primo passo sarà approvare la variante e a quel punto dopo due mesi inizieranno i lavori».
Quindi un appello molto diretto allo sponsor Toscana Aeroporti: «Il 30 giugno prossimoscadrà il contratto e spero che venga rinnovato, non posso credere che puntino tutto sulla Fiorentina abbandonandola squadra che rappresenta la città del principale aeroporto toscano con 5 milioni di passeggeri l’anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
