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Pisa, adesso c’è da ripartire Sorpresa: Petrone in pole

di Antonio Scuglia
Pisa, adesso c’è da ripartire Sorpresa: Petrone in pole

Dopo il flop finale con l’eliminazione dai playoff il club deve decidere conferme e divorzi. Fra i nomi dei possibili rinforzi il difensore Muscat (Arezzo)  

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PISA. La sconfitta con la Viterbese ha chiuso la stagione agonistica del Pisa. Una stagione insoddisfacente vista da fuori (terzo posto ed eliminazione al primo scontro playoff), fallimentare vista da dentro, anche alla luce dei 6 milioni spesi dalla società fra stipendi, saldo di qualche debituccio inatteso e gestione complessiva.

L’amarezza dei tifosi è grandissima, anche perché la squadra ha fatto veramente poco per entrare nel loro cuore. La spietata definizione dell’ex nerazzurro Ferrigno («Un ammasso di giocatori forti ma purtroppo difficili da amalgamare») purtroppo si è rivelata giusta.

E ora? Nella lunga riunione a Milano col socio di riferimento Enzo Ricci sono venuti fuori i motivi di insoddisfazione per la gestione 2017-18 da parte di Vittorio Calissi, che detiene il 20% delle quote societarie (Ricci ha il 55%, la famiglia Corrado il 20% e Sestilio Paletti il restante 5%). Onestamente, il clima rovente nel cda non può far piacere a nessuno. Ma è meglio che non ci siano alibi, e che siano tutti molto arrabbiati, piuttosto che rassegnati o - peggio ancora - falsamente convinti che è colpa della sfortuna. Al netto della preoccupazione per lo stadio (al momento il rischio di ritrovarci senza una “casa” per la prossima stagione è reale) i primi segnali non vanno in direzione di un pericolo di disimpegno, ora bisognerà vedere se c’è la capacità di riconoscere gli errori fatti.

L’ALLENATORE. Il club, prima di tracciare ufficialmente un bilancio di quanto fatto e spiegare le strategie per la prossima stagione, ha intenzione di confrontarsi anche con lo staff tecnico e i giocatori. La prima decisione infatti sarà la conferma o meno di Mario Petrone. Scelta non facile e non scontata. Qualche colloquio per guardarsi intorno già nelle settimane scorse c’è stato, con Giancarlo Favarin (che ieri purtroppo non è riuscito nell’impresa di salvare il Gavorrano: clamorosa traversa nel finale); ieri è uscita sui siti di mercato la candidatura di Agenore Maurizi che però non trova riscontri nei corridoi di via Battisti. Ma l’impressione è che la precedenza venga data alla possibilità di un rinnovo per Mario Petrone, che a 5 giornate dalla fine ha ereditato una squadra allo sbando (per colpe o limiti propri e non di Pazienza, peraltro) sia dal punto di vista mentale che fisico, e ha fatto tutto il possibile per raddrizzare la baracca, dando anche - finalmente! - un gioco alla squadra, prima che una serie impressionante di errori tecnici dei singoli decidesse la doppia sfida con la Viterbese. La barriera che si apre sul gol di Sini all’andata, le marcature perse su una, su due, su tre palle decisive al ritorno (oltre al tiro al piccione contro Iannarilli), a tutti si possono imputare tranne che al mister. Di certo, sia che resti lui sia che arrivi qualcun altro, è necessario che i giocatori siano concordati con chi li guida e non imposti.

I GIOCATORI. Fra i giocatori dati in prestito e che stanno per tornare, potrebbero avere una chance Cardelli e Zammarini (speriamo che venga impiegato nel suo ruolo: basta, per favore, con gli esperimenti sugli esseri umani!). In difesa un centrale che interessa è Zach Muscat dell’Arezzo, nazionale maltese, che è stato a Pisa in prova per pochi giorni nell’estate di tre anni fa quando però era acerbo.

IL GIRONE. È molto più di un semplice sussurro: molti club avrebbero chiesto di tornare alla tripartizione Nord-Centro-Sud nella prossima stagione. Sarebbero quindi garantiti molti derby, anche se meno di quest’anno, e le altre avversarie verrebbero da Sardegna, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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