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Pontedera

I rimpianti di Maraia per il finale di stagione

I rimpianti di Maraia per il finale di stagione

Pontedera tra alti e bassi, ma il bilancio è positivo

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PONTEDERA . La notte infinita al ritorno da Olbia, dopo l’ennesima sconfitta di un inizio di campionato stregato. Poi il successo col Siena, l’euforia e la gioia nel vedere la crescita del gruppo. E gli sbagli segnati di rosso sul taccuino: quelli da non ripetere più. Mister Ivan Maraia si racconta al termine della sua prima stagione da allenatore “vero”.

Lui, subentrato nell’estate scorsa a Paolo Indiani, al quale ha fatto da vice per una vita, catapultato improvvisamente nel mondo dei protagonisti della Serie C. Sul palco principale. Dove se sbagli arrivano i fischi e le critiche. 50 anni a luglio, un passato sulla mediana granata e un carattere forte. Messo a dura prova, però, dai due punti racimolati col suo Pontedera nelle prime sette partite di campionato, poi concluso addirittura con i playoff, persi a Viterbo venerdì scorso, e con la conferma in panchina per la prossima stagione. Il momento più difficile? Il viaggio di ritorno da Olbia, dopo la seconda sconfitta consecutiva in Sardegna. Quinta giornata. E solo due punti nel sacco. «Non sono riuscito a chiudere occhio, pensavo e ripensavo. Non vedevo nella mia squadra il carattere che volevo, avevo paura di non essere riuscito a trasmettere ai ragazzi la giusta grinta - racconta Maraia - e le giuste motivazioni. Poi sono arrivati altri due ko, contro Livorno e Arezzo, ma da quelle partite ho capito che si poteva lavorare, che ci stavamo rialzando. E poi infatti abbiamo battuto 3-0 il Piacenza. Quel giorno è come se il campionato ci avesse riconosciuto che avevamo bisogno di una spinta, che ci meritavamo un incoraggiamento». E la stagione dei granata ha spiccato il volo, impreziosita da una serie di successi storici: in casa del Siena, del Livorno, del Monza, e poi al Mannucci ancora contro il Siena. «In casa contro la Robur è stata la nostra gara più bella, perché non abbiamo solo vinto, abbiamo fatto una partita eccezionale sotto ogni punto di vista», dice ancora mister Maraia. E non va dimenticato il cammino in Coppa Italia, terminato con il doppio 0-0, e la sconfitta ai rigori, al cospetto dell’Alessandria, in semifinale.

Ma se tornasse indietro, quale errore non farebbe Maraia? «Terrei un approccio diverso con la squadra. Ho pagato molto la mia inesperienza sotto questo punto di vista. Il vice allenatore è un amico dei giocatori, ma il mister è un’altra cosa. Ora ho capito dove ho sbagliato, e non lo farò più». E pazienza se il Pontedera di Paolo Indiani era più bello. Quello di Maraia ha più carattere. «Vista anche la partenza nera - conclude - abbiamo pensato soprattutto a fare punti. E ci siamo riusciti. Questo per me è ciò che conta».

Tommaso Silvi

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