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Pontedera cala il sipario ma complimenti davvero
La sconfitta subita a Viterbo elimina i granata al primo turno dei playoff Resta la stagione super della truppa di mister Maraia e del dg Giovannini
PONTEDERA. Digerire una sconfitta non è mai facile. Soprattutto se si tratta di un ko decisivo. Che spezza i sogni, azzera l’entusiasmo e decreta la fine dei giochi. Venerdì sera a Viterbo è finita la stagione del Pontedera, battuto 2-1 ed eliminato al primo turno dei playoff dai laziali. Serviva una vittoria ai granata, che nei primi 45 minuti hanno rimediato un letale doppio svantaggio, immeritato per ciò che si è visto sul campo. Inutile la reazione di cuore nella ripresa. La festa è finita.
Si tolgono i palloncini e si radunano i bicchieri. Restano i ricordi di una stagione destinata a rimanere nella storia. Due punti nelle prime sette partite, i mugugni della piazza, il dito di molti puntato contro mister Ivan Maraia, all’esordio su una panchina di serie C dopo la lunga gavetta da vice di mister Paolo Indiani. Poi la rinascita, il sole dopo il temporale, quella Coppa Italia che da fastidiosa manifestazione infrasettimanale si è trasformata a poco a poco in una marcia trionfale, fino al doppio confronto in semifinale contro la corazzata Alessandria, andato in archivio senza sconfitte nei 180’ e deciso solamente dagli errori dal dischetto di Caponi, Rossini e Pinzauti. La prima stagione di Maraia al comando consegna una squadra con un carattere straordinario, non eccezionale dal punto di vista della costruzione del gioco, ma pronta a combattere.
Una caratteristica che ha permesso ai granata di centrare alcune vittorie d’oro in stagione: il successo a Pisa in Coppa Italia, quello rocambolesco per 3-2 in casa del Siena, il ritorno ai tre punti, dopo 22 anni, al Picchi di Livorno. L'annata calcistica numero uno del “dopo Paolo Indiani” è stata un mix di emozioni, stati d’animo e posizioni di classifica. E tra le note positive c'è da inserire anche il parziale riavvicinamento della città alla squadra. Venerdì, in un giorno lavorativo, a Viterbo erano circa un centinaio i sostenitori granata presenti nel settore ospiti. Ed erano oltre un migliaio quelli sugli spalti del Mannucci nel ritorno di Coppa Italia contro l'Alessandria.
Un plauso va anche al direttore generale Paolo Giovannini, che ancora una volta ha saputo mettere insieme una rosa competitiva, puntando soprattutto sui giovani: nella formazione titolare che ha affrontato la Viterbese venerdì erano solo tre i calciatori sopra i 25 anni. Ora testa alla programmazione della prossima stagione, col solito obiettivo: centrare la salvezza prima di tutto, e poi magari spingersi ancora più in alto. Come quest'anno.
Al di là di tutto, complimenti Pontedera. Hai fatto sognare una città.
Tommaso Silvi
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