Italia
Finiscono a Viterbo i sogni del Pontedera Sconfitta che brucia
Due calci piazzati hanno condannato la squadra di Maraia che è stata gagliarda, poi timida, infine commovente
VITERBO. Due calci piazzati condannano un Pontedera dai tre volti nel primo turno dei playoff. Gagliardo nei primi minuti, poi timido e addirittura commovente nel secondo tempo. Il sogno dei granata si infrange sulla concretezza della Viterbese. Caponi e compagni pagano proprio le due debolezze mostrate più volte durante la stagione: la leggerezza del reparto offensivo e la pericolosa tendenza a far scendere l’asticella della concentrazione nei momenti cruciali della partita.
Il ruggito e gli schiaffi. Il Pontedera ha bisogno di vincere per andare avanti nella corsa alla B, la Viterbese ha disposizione due risultati su tre nei novanta minuti. Maraia punta ancora su Grassi e Pinzauti in attacco. È facile dare giudizi a giochi fatti, ma probabilmente al Rocchi Maritato sarebbe tornato utile dall’inizio. La sua fisicità, quando è entrato, a inizio ripresa, ha permesso ai granata di alzare il baricentro. Pinzauti è isolato, ma nei primi venti minuti riesce comunque a entrare più volte nel vivo del gioco, grazie al ruggito dei compagni, che prendono in mano il pallino del gioco e fanno paura ai laziali. La Viterbese, però, non si scompone e aspetta. Mossa azzeccata. Al 29’ Vandeputte dipinge una traiettoria deliziosa e fulmina Contini su calcio di punizione dal limite dell’area. Dieci minuti più tardi Baldassin, sgusciato via alla marcatura di Corsinelli, spedisce sotto la traversa, di testa, raccogliendo un corner dal settore destro d’attacco. Per il Pontedera si fa durissima.
Sbandata. Dopo il primo gol dei padroni di casa i granata avrebbero dovuto trovare la forza di rimanere in partita, di continuare quel lavoro ai fianchi dell’avversario che sembrava destinato a produrre frutti d’oro. E invece la squadra accusa il lampo di Vandeputte e arretra, diventa imprecisa e quasi impaurita. Il 2-0 della Viterbese è come se liberasse da ogni pressione il Pontedera, che riprende a macinare gioco a caccia dell’impresa impossibile. Caponi rincorre anche le mosche, Calcagni e Gargiulo idem, anche se non sono sempre precisissimi.
Applausi. Maraia capisce che è il momento di osare e all’alba del secondo tempo getta nella mischia Raffini e Maritato, rispettivamente per Pinzauti e Gargiulo. Da 3-5-2 a 3-4-1-2 con Grassi rifinitore. Al 19’ Maritato segna, ma l’arbitro annulla per presunto fallo su Celiento. È il miglior momento della partita per il Pontedera, che dopo quattro minuti trova il gol della speranza con Grassi, su rigore, dopo il fallo di Atanasov su Raffini. Due giri di lancette e ancora Grassi rischia di riaprire clamorosamente il match: sinistro malefico da fuori, ma Iannarilli è superlativo. Nei minuti finali il forcing granata prosegue, ma il tempo scorre inesorabile e la rimonta si allontana. Solo applausi per la banda di mister Maraia, che ci prova fino all’ultimo con un cuore immenso. Undicesimo posto in campionato, semifinale di Coppa Italia e un playoff che lascia l’amaro in bocca. Perché sarebbe bastato davvero poco per scrivere un’altra storia. Ma va bene così. Resta comunque una stagione straordinaria per il Pontedera, che esce di scena dopo aver mostrato tutto il suo carattere. E questa, seppur non valga ai fini della cavalcata playoff, è comunque una vittoria per tutto il popolo granata.
Tommaso Silvi
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