Il Tirreno

Pontedera

Per il Pisa sarà fondamentale vincere ad Arezzo

di Antonio Scuglia
Per il Pisa sarà fondamentale vincere ad Arezzo

I nerazzurri di Petrone visti all’Arena contro il Pontedera possono battere chiunque in serie C

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PISA. Pisa col 4-4-2: Petkovic; Birindelli, Lisuzzo, Carillo, Filippini; Mannini, Gucher, De Vitis, Di Quinzio; Masucci, Eusepi. No, non è la formazione del Pisa che ha battuto il Pontedera. È quella con cui esordì Pazienza, il 23 ottobre 2017. A parte il portiere, il centrale insieme a Lisuzzo, e Mannini (Ingrosso era infortunato, Lisi non c’era ancora) era il miglior assetto iniziale dei nerazzurri in base ai giocatori in rosa. Un assetto, e delle scelte, vincenti e brillanti, ma subito dopo ripudiati per fare una lunga serie di esperimenti che non hanno portato a niente. Ci sono voluti quasi sei mesi, e un nuovo allenatore per tornare a fare le cose più logiche; peccato che nel frattempo Livorno e Siena siano volati via e da ieri il primo è irraggiungibile anche aritmeticamente per il Pisa (lo stesso discorso vale al 99% anche per i bianconeri, manca solo la matematica). Nella terzultima giornata gli amaranto hanno espugnato il campo dell’Arzachena per 3-2: Luci al 76’ ha dissipato un incubo che sembrava materializzarsi dopo che i sardi erano passati da 0-2 a 2-2. E il Siena ha battuto in casa per 1-0 il Cuneo (rete di Iapichino). E allora cosa facciamo, ci strappiamo i capelli? Non è il caso. Il danno ormai era fatto ben prima del deludente derby dell’Ardenza che ha costituito solo un’ultima occasione.

Al contrario, bisogna pensare al nuovo campionato che non è quello 2018-19 bensì la fase degli spareggi per la B che inizierà fra poche settimane. E il Pisa di Petrone visto contro il Pontedera, in questa categoria può battere chiunque. Il Pisa aspettava ieri sera di conoscere il risultato di Carrarese-Pistoiese, con gli apuani a -8 da Lisuzzo e compagni ma anche con tre gare da disputare. I compito del Pisa (61 punti, media 1.74 a partita) è infatti quello di mantenere il terzo posto, e possibilmente consolidare la propria posizione nei confronti delle terze classificate degli altri gironi (attualmentre Reggiana, a quota 51 con media punti 1.64, e Trapani , a quota 64 con media 1.93) e vi spieghiamo perché. Intanto è chiaro a tutti che arrivare terzi è meglio che arrivare quarti, perché significa entrare in gioco solo nel terzo turno dei playoff (più o meno gli ottavi di finale). Qui si giocano cinque partite: in campo le terze classificate, la vincitrice della Coppa e le sei vincenti dei primi due turni (le tre seconde classificate sono ammesse di diritto al quarto turno). Si gioca con gare di andata e ritorno: a parità di gol complessivi dopo 180’ prevale la squadra col miglior risultato nel proprio girone del campionato, senza supplementari né calci di rigore, e non vale nemmeno la regola dei gol in trasferta. A questo punto le 28 squadre iniziali saranno diventate 8 e saranno designate “teste di serie” le tre seconde della regular season, appena entrate in ballo, e la miglior classificata delle cinque “sopravvissute”: le teste di serie non si scontrano fra di loro nei quarti e giocano in casa la gara di ritorno. È quindi chiaro che se il Pisa è la migliore terza, oppure è la seconda ma la migliore esce di scena nel turno precedente, diventa testa di serie nei quarti di finale e non rischia di giocare contro una big (oggi sarebbero Catania, Siena e Samb) con lo svantaggio del ritorno fuori casa e la necessità di segnare un gol in più nei 180’. Le semifinali sono invece a sorteggio integrale senza vantaggi per nessuno, con eventuali supplementari e rigori, e la finale è in gara secca con la stessa regola. La sintesi? Sabato ad Arezzo (ore 16.30) bisogna vincere.



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