Il condottiero Maneschi elogia il gruppo
«È una vittoria che conta molto sotto l’aspetto mentale, ma manca ancora tanto al traguardo»
SANREMO. «Giovanni Maneschi, alé oh oh». Il coro dei giocatori del Ponsacco in pullman sulla via di ritorno a casa va in loop. I ragazzi lo ripeterebbero all’infinito perché uno degli artefici principali della vittoria per 2-0 a Sanremo è proprio l’allenatore che prima della gara passa da sguardi severi e carichi di tensione a sorrisi e battute sdrammatizzanti.
Alla fine il tecnico festeggia come tutti i rossoblù presenti in riviera, ma poi si traveste da pompiere e prova a spegnere i facili entusiasmi per una vittoria che vale doppio nell’immaginario ponsacchino. «Invece vale solo tre punti - dice il mister - perché mancano ancora tante partite alla fine e dobbiamo giocare ancora alcune sfide davvero toste».
Semmai, secondo Maneschi, «questo 2-0 conta molto per l’aspetto mentale con cui affronteremo i prossimi impegni. Vincere a Sanremo non è facile. Noi ci siamo riusciti col nostro solito atteggiamento battagliero, con fortuna e con l’aiuto del pubblico che è stata la cosa più bella della giornata». Una presenza dei tifosi ponsacchini, quella sugli spalti, che ha contato davvero molto, come sottolinea Gianluca Doveri, trequartista autore del secondo gol e dell’azione caparbia in area che ha portato al vantaggio d’inizio ripresa: «Vedere così tanta gente seguirci con questo entusiasmo ci ha caricati e aiutato a resistere agli attacchi degli avversari. Abbiamo vinto una partita molto importante che aumenta la nostra autostima e, magari, può scoraggiare chi ci insegue. Ma le insidie da qui alla fine saranno ancora tante e dovremo affrontarle con la massima concentrazione».
La linea è chiara e la detta il presidente Massimo Donati alla fine quando i dirigenti si abbracciano ed esultano: «Godiamoci questo momento e festeggiamo. Ma consapevoli che dobbiamo fare ancora tanto in questa stagione e che tutti questi tifosi che hanno seguito sono il vero orgoglio della società. Aver riportato questo entusiasmo è davvero eccezionale. Ma per la vera festa finale dobbiamo lavorare ancora sodo». (a.q.)
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