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Pontedera sterile che fatica per un gol!
I granata stanno pagando a caro prezzo la crisi dell’attacco
PONTEDERA. Un indizio non fa una prova, nemmeno due. Ma cinque, probabilmente, sono addirittura qualcosa in più di una prova.
E per il Pontedera è giunto il momento di riflettere su un aspetto che il campo sta mettendo in evidenza nelle ultime giornate. Mister Ivan Maraia non ha un bomber. Nuda, cruda, semplice verità. Testimoniata dai numeri. E non ha neppure un’alternativa. Neppure un “semi” goleador. I granata faticano molto, forse troppo, a segnare. Certo, la squadra ha mostrato progressi interessanti dal punto di vista della tenuta difensiva, fatta eccezione per la disfatta di Pistoia di sabato sera, riconducibile anche all’emergenza in casa granata, alla luce di squalifiche e infortuni, ma buttarla dentro resta un problema serio. E alle porte di un finale di campionato in cui sarà necessario fare punti per assicurarsi la salvezza, ritrovarsi a dover sperare in un calcio piazzato per fare gol non è esattamente il massimo.
Carestia/1. L’ultima rete del Pontedera, tra campionato e Coppa Italia, risale all’11 febbraio scorso. Il conto dei granata si è fermato alla rete di platino di Pinzauti, in compartecipazione col difensore amaranto Gonnelli, all’Ardenza. L’acuto che è valso l’impresa alla banda di Maraia in casa del Livorno. Poi una lunga carestia. Zero gol con l’Alessandria tra e andato e ritorno della semifinale di coppa, così come contro Arezzo, Piacenza e Pistoiese in campionato. Nelle ultime cinque partite Caponi e compagni non hanno mai esultato. E restando nel reparto offensivo è apparsa piuttosto strana la mossa di Maraia a Pistoia, che con Maritato squalificato ha dato spazio a Raffini, affiancandogli Posocco, esterno destro di ruolo, lasciando in panchina Pinzauti, che invece è un attaccante a tutti gli effetti. Il risultato è stato quantomeno discutibile: una rete annullata dopo cinque minuti dal direttore di gara e nessun altro tiro in porta, fatta eccezione per alcuni tentativi dalla distanza tutt’altro che pericolosi. E il digiuno continua.
Carestia/2. Ma c’è un aspetto che è ancora più preoccupante dei soli cinque gol segnati dal Pontedera dall’inizio del 2018. Ed è quello relativo alle realizzazioni su azione. In questo caso il viaggio all’indietro nel tempo deve arrivare addirittura al 30 dicembre, quando Pesenti, passato poche settimane più tardi al Piacenza, stendeva la Lucchese al Mannucci con una tripletta. Dal conto è esclusa la rete di Raffini in Coppa Italia nei quarti contro il Padova. È proprio del gigante bergamasco l’ultima rete su azione dei granata in campionato. Da lì in poi, i gol sono arrivati esclusivamente da palla inattiva. Sia chiaro, saper sfruttare i calci piazzati è importante, ma serve altro. E questo altro nel Pontedera, al momento, non c’è. E sia chiaro anche che non ci sono accuse e colpevoli, ma statistiche, che fotografano una difficoltà netta del Pontedera. Quella di fare gol. Soluzioni. Quali potrebbero essere le soluzioni per segnare di più? Premesso che a questo penserà Maraia, un’idea potrebbe essere quella di valutare un cambio di modulo, andando a infoltire gli ultimi sedici metri offensivi della squadra. Per esempio, senza sbriciolare l’equilibri tattico, Maraia potrebbe prendere in considerazione il 3-4-1-2 o il 3-4-2-1. Il centrocampo rimarrebbe sostanzialmente il solito del 3-5-2, in retroguardia la situazione rimarrebbe pressoché invariata, mentre in avanti il Pontedera acquisterebbe un uomo. Grassi, restando nel campo delle ipotesi, potrebbe fare esclusivamente il rifinitore, al servizio di due a scelta tra Maritato, Pinzauti e Raffini. Delegati, a quel punto, esclusivamente alla fase realizzativa.
Chissà cosa farà Maraia, che potrebbe scegliere benissimo di aspettare le reti dei suoi centravanti, senza toccare il sistema tattico della formazione. Di tempo per tornare a segnare, e fare punti, però, non ne è rimasto molto.
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