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Pontedera

Pontedera ko, serve un’inversione di rotta

Tommaso Silvi
Luigi Grassi nella gara di andata contro la Giana Erminio (Foto Silvi)
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Luigi Grassi nella gara di andata contro la Giana Erminio (Foto Silvi)

Le due sconfitte consecutive complicano il progetto salvezza

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PONTEDERA. Nonostante le sconfitte contro Alessandria e Giana Erminio, per ora il Pontedera ha un punto in più rispetto al girone d’andata. Nelle prime tre gare, infatti, arrivarono due pari, contro Alessandria e Giana Erminio, intervallati dalla sconfitta di Lucca. Ora, però, si comincia a fare sul serio. Perché è nelle prossime quattro partite che il Pontedera dovrà dimostrare di aver cambiato marcia.

Un poker di appuntamenti che fa quasi da spartiacque tra una salvezza tranquilla e un campionato turbolento fino alle ultime giornate. E non è una sensazione, ma matematica. Per navigare nelle acque tranquille della classifica, e quindi per non dover sperare nella forbice di distacco dall’ultima in classifica, che nel caso in cui è superiore a otto punti garantisce alla quartultima classificata di salvarsi senza playout, e che vale anche nel confronto tra terzultima e penultima, il Pontedera, nel girone di ritorno, dovrà fare meglio dei 21 punti conquistati nell’andata. Contro Arzachena, Olbia, Livorno e Arezzo i granata collezionarono solo sconfitte. Un mese senza muovere la graduatoria. Qui dovrà migliorare la formazione di mister Ivan Maraia. Anche perché, in quelle successive, durante l’andata, ha totalizzato cinque vittorie, quattro pari e due sconfitte: sarà difficile fare meglio. La chiave della salvezza sta tutta, o almeno larga parte, nelle prossime quattro gare. A cominciare dalla sfida di domenica al Mannucci contro i sardi dell’Arzachena, reduci da quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. I biancoverdi hanno gli stessi punti di Vettori e compagni, ma sono decimi in classifica per quanto riguarda il rendimento in trasferta: tre vittorie, un pari e sette sconfitte. Poi in Valdera arriverà l’Olbia, che lontano dalla Sardegna ha un ruolino tutt’altro che brillante: tre vittorie e otto sconfitte. Quindi le sfide più difficili, almeno sulla carta, contro la capolista Livorno e contro l’Arezzo, rivoluzionato dal mercato e determinato a risalire la classifica. Ora più che mai non sono ammesse distrazioni e amnesie, come accaduto nel primo tempo di Gorgonzola e in quello di Alessandria. Dovrà lavorare sodo la squadra, ma dovrà farlo anche l’infermeria: Corsinelli e Grassi devono essere recuperati al più presto, perché sono in grado di dare una grossa mano ai compagni. E poi si attende Maritato, costretto a carburare in fretta.

Quattro gare che possono valere una stagione. Tre di queste in casa. Conterà molto il fattore Mannucci, il calore della gente e l’entusiasmo di una città che, negli ultimi anni, ha sempre saputo stringersi attorno alla squadra nei momenti più delicati. Al Pontedera servirà concentrazione, determinazione e un pizzico di arroganza: come in una mano di poker.

 

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