Il Tirreno

Pontedera

il personaggio 

Tiziano Bruzzone, gioie e dolori del bomber dell’Atletico Cenaia

Tiziano Bruzzone, gioie e dolori del bomber dell’Atletico Cenaia

CENAIA. “Chi cade e si rialza da solo cresce un po’ più in fretta” si suol dire. E tale affermazione calza a pennello per Tiziano Bruzzone, bomber classe ’84 dell’Atletico Cenaia, dalle cui parole...

2 MINUTI DI LETTURA





CENAIA. “Chi cade e si rialza da solo cresce un po’ più in fretta” si suol dire. E tale affermazione calza a pennello per Tiziano Bruzzone, bomber classe ’84 dell’Atletico Cenaia, dalle cui parole traspare tutta la maturità di un uomo che dalla propria carriera ha avuto molte opportunità ma pure tanta sfortuna.

«Eppure non ho grossi rimpianti - confessa - Quando senti di aver dato tutto quello che avevi in corpo non puoi biasimarti di niente». Dopo aver militato dai 17 ai 22 anni in serie D nel Cascina la chiamata del Cagliari: «Naturalmente non ci pensai due volte e volai in Sardegna». Una decisione che gli ha cambiato la vita: «Nonostante abbia mantenuto un buon rapporto sia con i mister Franco Colomba e Marco Giampaolo non posso dire lo stesso col presidente Massimo Cellino: tutt’ora non so dire quale sia stato il motivo di attrito con me. A tutto questo va aggiunto che un grave infortunio alla cartilagine del ginocchio poteva chiudermi la carriera. Finito il mio calvario ho deciso poi di tornare vicino casa, al Pontedera».

E anche qui Tiziano ha dovuto affrontare molte gioie e dolori dei quali però in qualcuno è risultato il protagonista: come scordarsi la maglia “Ti odio ponsacchino” durante un derby che gli procurò un anno di daspo. Errore comunque pagato in prima persona ma pur sempre superato. Ora da tre anni è una delle colonne dell’Atletico Cenaia dove si divide fra allenamenti e consegne a domicilio per il lavoro. Mi piace pensare che dopo la chiacchierata Tiziano sia tornato a casa un po’ pensieroso, abbia preso Fifa 2008, dove è presente, e abbia iniziato a simulare virtualmente ciò che poteva essere e purtroppo non è stato. Tanto lì Cellino e la sfortuna non hanno alcun potere. (d.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani