Una sfida nel segno di Bersellini
Il Sergente di ferro fu l’ultimo mister di Romeo e risiedeva nel Pratese
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PISA. Tra i personaggi che, per svariati motivi, legano Pisa e Prato, uno fra i più prestigiosi è mancato solo poche settimane fa. Eugenio Bersellini non era un doppio ex fra nerazzurri e biancazzurri, ma, chiusa una lunga carriera di allenatore che aveva fatto tappa anche sotto la Torre Pendente, da oltre un decennio si era trasferito sulle rive del Bisenzio, a Vergaio, paese di Roberto Benigni. Prato ha accolto le numerose personalità calcistiche (fra le quali gli ex interisti Beccalossi, Altobelli, Oriali e Bergomi) che hanno reso omaggio al tecnico emiliano, scomparso lo scorso 17 settembre a 81 anni.
UNICO MISTER TRICOLORE. A Pisa il ricordo di Bersellini è legato indissolubilmente a quello del famigerato spareggio-retrocessione di Salerno con l'Acireale nel 1994. Un'immagine che non rende merito a colui che è stato, curriculum alla mano, uno degli allenatori più importanti nell'ultracentenaria storia nerazzurra, l'unico ad aver vinto uno scudetto italiano dalla panchina, quella dell'Inter nel 1979-80, oltre al successo nel campionato libico all'Al-Ittihad Tripoli (nel 2002) e a ben 4 Coppe Italia (l'ultima alzata alla Sampdoria).
MALEDETTI RIGORI. Bersellini subentrò a Walter Nicoletti alla ventitreesima giornata nella serie B 1993-94, non riuscendo raramente a dare continuità in trasferta ad un buon ruolino interno. Una squadra, che sulla carta, con calciatori come Antonioli e Muzzi, non doveva retrocedere, si inceppò anche all'Arena Garibaldi all'ultima gara di campionato, quando sarebbe bastato battere una tranquilla Fidelis Andria per conservare la categoria. Gara senza reti, come i 120' della sfida decisiva con l'Acireale, che prevalse ai rigori, condannando il Pisa prima alla serie C e presto al fallimento. (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
UNICO MISTER TRICOLORE. A Pisa il ricordo di Bersellini è legato indissolubilmente a quello del famigerato spareggio-retrocessione di Salerno con l'Acireale nel 1994. Un'immagine che non rende merito a colui che è stato, curriculum alla mano, uno degli allenatori più importanti nell'ultracentenaria storia nerazzurra, l'unico ad aver vinto uno scudetto italiano dalla panchina, quella dell'Inter nel 1979-80, oltre al successo nel campionato libico all'Al-Ittihad Tripoli (nel 2002) e a ben 4 Coppe Italia (l'ultima alzata alla Sampdoria).
MALEDETTI RIGORI. Bersellini subentrò a Walter Nicoletti alla ventitreesima giornata nella serie B 1993-94, non riuscendo raramente a dare continuità in trasferta ad un buon ruolino interno. Una squadra, che sulla carta, con calciatori come Antonioli e Muzzi, non doveva retrocedere, si inceppò anche all'Arena Garibaldi all'ultima gara di campionato, quando sarebbe bastato battere una tranquilla Fidelis Andria per conservare la categoria. Gara senza reti, come i 120' della sfida decisiva con l'Acireale, che prevalse ai rigori, condannando il Pisa prima alla serie C e presto al fallimento. (m.b.)
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