Coppa Sabatini con pienone Tanto pubblico vicino ai big
Il vincitore Pasqualon si prende gli applausi con la piccola Joyel sul palco Tifo in crescendo rossiniano nella tre giorni di grande ciclismo in Valdera
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PECCIOLI. Vince Andrea Pasqualon allo sprint, mandato a quel paese sulla fettuccia del traguardo da Sonny Colbrelli che lo accusa di una “scodata” che l’ha obbligato a smettere di pedalare. L’azzurro recrimina, il vincitore e qualche compagno di squadra della Wanty commenta che “son cose che nelle volate possono accadere”, l’ordine di arrivo della 65ª edizione della Coppa Sabatini è rimasto per qualche minuto sub iudice. Poi il corridore di Bassano del Grappa ha festeggiato con in braccio la piccola figlia Joyel presente con mamma Tanja.
In pratica si è rovesciato il podio dell’anno scorso quando a vincere fu Colbrelli e Pasqualon si piazzò al secondo posto con Barbero Cuesta terzo; quest’anno sul terzo gradino è finito Francesco Gavazzi.
Si conclude così la tre giorni di grande ciclismo sulle strade dell’Alta Valdera che ha richiamato tanti professionisti del pedale e con essi molto pubblico a incitarli. Gli appassionati non finiscono mai di amare le due ruote e quasi come un crescendo rossiniano da Pontedera a Volterra (prima e seconda tappa del Giro della Toscana) a Peccioli (Coppa Sabatini) dietro alle transenne è stato registrato il pienone. Merito anche di tre giornate gradevoli sotto il profilo meteo.
Tornando all’aspetto agonistico va detto che Colbrelli sperava di fare il tris nell’albo d’oro, e Ulissi sognava il bis. Del resto, uno che di pedalate se ne inte,de parecchio - Michele Bartoli, presente all’arrivo - aveva pronosticato proprio uno dei due con le braccia alzate mentre era in atto una fuga a sei (diventati poi sette) partita dopo 11 km che ha raggiunto fino a oltre 6 minuti di vantaggio, risucchiata poi nel corso della penultima tornata quando alla Bahrain Merida e alla Uae ha cominciato a dare il cambio a tirare anche il Team Sky per portare Elia Viviani allo sprint.
Nel manipolo dei fuggiaschi anche Alessandro Tonelli che si è “sciroppato” 178 km di fuga dopo i 140 di ieri: non per nulla ha meritato il premio per il più combattivo, mentre il compagno di squadra della Bardiani Csf, Simone Velasco è stato premiato come miglior giovane..
Sul podio delle premiazioni anche le figlie di Alfredo Martini, Milvia e Silvia,al quale era dedicato il memorial della tre giorni.
Paolo Falconi
In pratica si è rovesciato il podio dell’anno scorso quando a vincere fu Colbrelli e Pasqualon si piazzò al secondo posto con Barbero Cuesta terzo; quest’anno sul terzo gradino è finito Francesco Gavazzi.
Si conclude così la tre giorni di grande ciclismo sulle strade dell’Alta Valdera che ha richiamato tanti professionisti del pedale e con essi molto pubblico a incitarli. Gli appassionati non finiscono mai di amare le due ruote e quasi come un crescendo rossiniano da Pontedera a Volterra (prima e seconda tappa del Giro della Toscana) a Peccioli (Coppa Sabatini) dietro alle transenne è stato registrato il pienone. Merito anche di tre giornate gradevoli sotto il profilo meteo.
Tornando all’aspetto agonistico va detto che Colbrelli sperava di fare il tris nell’albo d’oro, e Ulissi sognava il bis. Del resto, uno che di pedalate se ne inte,de parecchio - Michele Bartoli, presente all’arrivo - aveva pronosticato proprio uno dei due con le braccia alzate mentre era in atto una fuga a sei (diventati poi sette) partita dopo 11 km che ha raggiunto fino a oltre 6 minuti di vantaggio, risucchiata poi nel corso della penultima tornata quando alla Bahrain Merida e alla Uae ha cominciato a dare il cambio a tirare anche il Team Sky per portare Elia Viviani allo sprint.
Nel manipolo dei fuggiaschi anche Alessandro Tonelli che si è “sciroppato” 178 km di fuga dopo i 140 di ieri: non per nulla ha meritato il premio per il più combattivo, mentre il compagno di squadra della Bardiani Csf, Simone Velasco è stato premiato come miglior giovane..
Sul podio delle premiazioni anche le figlie di Alfredo Martini, Milvia e Silvia,al quale era dedicato il memorial della tre giorni.
Paolo Falconi
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