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Il “nuovo” Grassi torna e incanta i tifosi granata

Il “nuovo” Grassi torna e incanta i tifosi granata

Il fantasista rientrato da un lungo infortunio: «Ero in debito con questa società Mi sono allenato duramente per mesi, bello ritrovare l’affetto della gente»

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PONTEDERA. Se il calcio fosse una scienza esatta, il protagonista numero uno del poker con cui il Pontedera ha spazzato via il Modena, domenica sera in Coppa Italia, sarebbe Massimiliano Pesenti, autore di una tripletta. L’ex attaccante del Pro Piacenza ha presentato ai tifosi granata il manuale del perfetto attaccante: gol uno contro uno col portiere, rete tutta opportunismo con appostamento sul secondo palo e spettacolare colpo di testa in tuffo per il momentaneo 3-0.

Ma attorno al pallone gravitano storie che vanno al di là del risultato. Perché nella serata che ha consacrato Pesenti come nuovo bomber del Pontedera, sul terreno di gioco del Mannucci è stato scritto un capitolo di una favola destinata ad arricchirsi nei prossimi mesi. Il protagonista è Luigi Grassi, 33 anni e un temperamento rigido come gli inverni nella sua Garfagnana: carattere introverso, ostile ai riflettori ma bravissimo a disegnare geometrie luminose con la palla tra i piedi. Vedere la sintesi di Pontedera-Modena per credere: tre assist al bacio e un gol per chiudere il conto. Approdato a Pontedera nel 2012, scappato ad Ascoli nel gennaio 2015 dopo 78 presenze e 45 gol in granata, Gigio è tornato in Valdera nel gennaio scorso.

Un rinforzo di lusso per centrare la salvezza, che è arrivata, ma senza di lui, dato che, dopo due gare, il tendine d’Achille ha fatto crack. «Ho avuto paura. La squadra era in zona retrocessione e io, a 33 anni, temevo di perdere la brillantezza», racconta il 10 di mister Ivan Maraia, che alle lacrime ha preferito il sudore. «Ero in debito col Pontedera - prosegue - Non ho potuto dare il mio contributo per la salvezza nella scorsa stagione, volevo tornare protagonista». Missione compiuta, il fantasista granata è tornato a brillare. Epilogo scintillante di mesi intrisi di fatica. «Dopo novanta giorni dall’operazione del 9 febbraio ho messo il piede a terra e ho subito iniziato a fare riabilitazione per undici ore al giorno, fino a due giorni prima dell’inizio del ritiro. A giugno ho preso in affitto una casa a Tirrenia solo per allenarmi. Mi svegliavo alle sette, andavo a correre e poi proseguivo col lavoro in palestra», racconta ancora Grassi, che domenica sera si è ripreso anche quella parte di sportivi che avevano storto la bocca alla notizia del suo ritorno. «Ricevere l’abbraccio dello stadio, a fine partita, è stato fantastico. Col Modena mi sono divertito come un bambino. Ho attraversato un periodo difficile - conclude Gigio - e ora che ho ritrovato anche l’affetto della gente mi sento rinato. Ringrazio il professor Mario Magli e il figlio Carlo Alberto, che mi hanno seguito nel recupero. Loro sono i veri fuoriclasse».

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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