Ma quale ripescaggio? Dolfi sta meditando l’addio
Il patron del Tuttocuoio ha più volte annunciato le dimissioni ma stavolta sembra il momento vista l’indifferenza del territorio verso la società
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PONTE A EGOLA. Sono passati pochi giorni dalla gara di ritorno dei playout, che ha sancito al Lungobisenzio di Prato la retrocessione del Tuttocuoio in serie D. I neroverdi quindi tornano nei dilettanti dopo tre stagioni in Lega Pro e una in Seconda Divisione, nel 2013-14 quando nonostante le nove retrocessioni previste riuscirono a mantenere la terza serie nazionale.
Ora molti si chiedono cosa riserverà il futuro alla società di Ponte a Egola: subito dopo la gara di Prato si è cominciato a parlare di possibile ripescaggio, una ipotesi che appare però remota per almeno due motivi: i neroverdi non hanno uno stadio dove giocare, visto che nelle ultime due stagioni sono emigrati al Mannucci di Pontedera, e cosa non secondaria i 300mila euro a fondo perduto da elargire per presentare la domanda.
Da quello che si vocifera, il presidente Andrea Dolfi non sembra intenzionato a spenderli, anzi si nutrono dubbi sulla sua permanenza al timone della società. Non ci sono dichiarazioni del massimo dirigente ma si parla di una possibile conferenza stampa da tenere il prossimo 10 giugno, nel quale sembra intenzionato a dare la sua versione dei fatti inerente questa stagione.
Non è escluso che annunci il passaggio di consegne, e gli indizi portano in questo senso. Più volte in passato ha lasciato intendere questa volontà, poi ha prevalso l'amore per la sua creatura, il Tuttocuoio, che ha regalato tante soddisfazioni in queste ultime annate (escluso le ultime due).
Spesso lo stesso Dolfi ha evidenziato l'indifferenza del comprensorio verso la sua società che ha portato in giro per l'Italia il nome della realtà produttiva più florida del cuoio; per questo non è un mistero che sia amareggiato per il poco sostegno avuto.
Non resta che attendere, e capire quali saranno le sue decisioni e se la compagine societaria verrà o meno rafforzata. Per i tifosi sono giornate di dubbi e incertezze nel tentativo di capire se la favola Tuttocuoio continuerà o se verrà ridimensionata e quella di questi ultimi 4 anni solo una bella parentesi.
Stefano Scarpetti
Ora molti si chiedono cosa riserverà il futuro alla società di Ponte a Egola: subito dopo la gara di Prato si è cominciato a parlare di possibile ripescaggio, una ipotesi che appare però remota per almeno due motivi: i neroverdi non hanno uno stadio dove giocare, visto che nelle ultime due stagioni sono emigrati al Mannucci di Pontedera, e cosa non secondaria i 300mila euro a fondo perduto da elargire per presentare la domanda.
Da quello che si vocifera, il presidente Andrea Dolfi non sembra intenzionato a spenderli, anzi si nutrono dubbi sulla sua permanenza al timone della società. Non ci sono dichiarazioni del massimo dirigente ma si parla di una possibile conferenza stampa da tenere il prossimo 10 giugno, nel quale sembra intenzionato a dare la sua versione dei fatti inerente questa stagione.
Non è escluso che annunci il passaggio di consegne, e gli indizi portano in questo senso. Più volte in passato ha lasciato intendere questa volontà, poi ha prevalso l'amore per la sua creatura, il Tuttocuoio, che ha regalato tante soddisfazioni in queste ultime annate (escluso le ultime due).
Spesso lo stesso Dolfi ha evidenziato l'indifferenza del comprensorio verso la sua società che ha portato in giro per l'Italia il nome della realtà produttiva più florida del cuoio; per questo non è un mistero che sia amareggiato per il poco sostegno avuto.
Non resta che attendere, e capire quali saranno le sue decisioni e se la compagine societaria verrà o meno rafforzata. Per i tifosi sono giornate di dubbi e incertezze nel tentativo di capire se la favola Tuttocuoio continuerà o se verrà ridimensionata e quella di questi ultimi 4 anni solo una bella parentesi.
Stefano Scarpetti
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