Italia
Un fischietto innamorato della spiaggia
Anania ha arbitrato anche a Copacabana nel tempio del beach soccer
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA . Da pochi giorni è entrato a far parte della sezione di Pontedera, dopo che ha fischiato sui campi di mezza Italia e non solo. A giugno compirà 46 anni, ma la passione per il calcio è ancora viva come nel 1989, quando decise di intraprendere l’iter per diventare arbitro.
Di tempo ne è passato parecchio e Vincenzo Anania, originario di Pomigliano D’Arco, cresciuto a Lamezia Terme, da gennaio 2014 residente a Pontedera, di soddisfazioni se n’è tolte tante. Perché dopo aver arbitrato fino alla serie D nel calcio a undici e fino alla C1 nel calcio a 5, Anania nel 2003 è stato selezionato dalla federazione per redigere il regolamento di una disciplina che, anno dopo anno, sta appassionando sempre di più gli italiani: il beach soccer. «È il calcio giocato sulla spiaggia. Le squadre sono composte da 5 giocatori - spiega - e le regole sono state studiate appositamente per garantire il massimo dello spettacolo». Un esempio? Il trattamento che viene riservato al calciatore che sta effettuando una rovesciata: «Quando un calciatore si esibisce in una rovesciata, non può essere toccato. Il gesto tecnico deve concludersi senza che il calciatore venga neppure sfiorato, altrimenti è punizione», dice ancora Anania, che nell’ambito del beach soccer ha arbitrato una finale scudetto, una finale di Supercoppa italiana e una di Coppa Italia, oltre a un “mondialito” per club, organizzato in Brasile. «Ho avuto l’onore di arbitrare sulla spiaggia di Copacabana, dove c’è uno stadio da 40mila posti dedicato solo al beach soccer. Di emozioni ne ho vissute parecchie, ma poi è arrivato il momento di dire basta». Dopo aver scritto, assieme ad altri colleghi, le regole dello sport che oggi comprende una serie A italiana articolata in due gironi, dove figura anche il Pisa Beach Soccer, in svolgimento d’estate, attraverso una serie di tappe in località balneari, Vincenzo Anania ha scelto di tornare al calcio “tradizionale”, ma fuori dal campo di gioco. «Ora faccio l’osservatore arbitrale e domani sarò a visionare un giovane fischietto in un campo sportivo della Valdera. Sono emozionato». (t. s.)
Di tempo ne è passato parecchio e Vincenzo Anania, originario di Pomigliano D’Arco, cresciuto a Lamezia Terme, da gennaio 2014 residente a Pontedera, di soddisfazioni se n’è tolte tante. Perché dopo aver arbitrato fino alla serie D nel calcio a undici e fino alla C1 nel calcio a 5, Anania nel 2003 è stato selezionato dalla federazione per redigere il regolamento di una disciplina che, anno dopo anno, sta appassionando sempre di più gli italiani: il beach soccer. «È il calcio giocato sulla spiaggia. Le squadre sono composte da 5 giocatori - spiega - e le regole sono state studiate appositamente per garantire il massimo dello spettacolo». Un esempio? Il trattamento che viene riservato al calciatore che sta effettuando una rovesciata: «Quando un calciatore si esibisce in una rovesciata, non può essere toccato. Il gesto tecnico deve concludersi senza che il calciatore venga neppure sfiorato, altrimenti è punizione», dice ancora Anania, che nell’ambito del beach soccer ha arbitrato una finale scudetto, una finale di Supercoppa italiana e una di Coppa Italia, oltre a un “mondialito” per club, organizzato in Brasile. «Ho avuto l’onore di arbitrare sulla spiaggia di Copacabana, dove c’è uno stadio da 40mila posti dedicato solo al beach soccer. Di emozioni ne ho vissute parecchie, ma poi è arrivato il momento di dire basta». Dopo aver scritto, assieme ad altri colleghi, le regole dello sport che oggi comprende una serie A italiana articolata in due gironi, dove figura anche il Pisa Beach Soccer, in svolgimento d’estate, attraverso una serie di tappe in località balneari, Vincenzo Anania ha scelto di tornare al calcio “tradizionale”, ma fuori dal campo di gioco. «Ora faccio l’osservatore arbitrale e domani sarò a visionare un giovane fischietto in un campo sportivo della Valdera. Sono emozionato». (t. s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
