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La certezza del Pontedera è aggredire

La certezza del Pontedera è aggredire

La mossa di Paolo Indiani per mettere in difficoltà la corazzata Alessandria domenica al Mannucci

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PONTEDERA. Partire col piede sull'acceleratore. Sbriciolare le certezze dell'Alessandra da subito, andando ad aggredire il portatore di palla e non permettendo agli uomini di Braglia di impostare. Il Pontedera prepara il big match di domenica contro la capolista e riparte dalle certezze: mettere in difficoltà l'avversario quando corrono molto e coprono ogni spazio. Basta pensare alla super vittoria contro l'Arezzo al Mannucci: i ragazzi di Indiani hanno colto di sorpresa gli amaranto, travolgendoli con un pressing asfissiante in fase di non possesso e con giocate rapide con la palla tra i piedi.

Certo, mettere in difficoltà una formazione come l'Alessandria non sarà facile; la rosa dei grigi vanta nomi di lusso per la categoria, giocatori che sanno gestire la pressione e che difficilmente perdono la bussola. Questo, però, a Indiani non interessa. Il tecnico granata vuole una super prestazione dai suoi: corsa, cuore, organizzazione tattica e furore agonistico. E poco importa se l'elenco degli indisponibili sembra la lista della spesa. Indiani vuole tentare l'impresa, ripartendo dal solito 3-5-2.

In retroguardia dovrebbe essere confermato il tris Risaliti, Della Latta e Polvani. Cambiamenti più consistenti in mediana: Kabashi torna dalla squalifica e presidierà il centrocampo con Calò e Daniel Gemignani. In avanti Disanto, in panchina a Piacenza perché febbricitante, con bomber Santini.

Il club granata Gino Baldini, che pochi giorni fa si è riunito per la cena di Natale, mette in vendita un gadget per i tifosi: un cappello di lana col simbolo del Pontedera e il nome del club. Una sfiziosa idea regalo, al costo di 10 euro: si trova al bar Baldini, nei pressi dello stadio o alla cartolibreria Linus, in via Pacinotti.

Tommaso SIlvi

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