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La rinascita dei granata ha sfiorato l’impresa
Per un’ora a Livorno il gol di Andrea Gemignani ha fatto sognare il Pontedera «Dal ritiro dopo il ko con la Cremonese siamo usciti carichi e determinati»
PONTEDERA. Il Pontedera ha cambiato marcia. Lo dicono i numeri, lo dicono i risultati, lo dicono le prestazioni. E, soprattutto, lo dicono i protagonisti in campo. Il blitz di Prato, la vittoria contro l'Arezzo, e il pari conquistato a Livorno, ultimo capitolo, in ordine di tempo, di una rinascita che ha permesso ai granata di conquistare in tre partite gli stessi punti (7) delle prime 12 giornate. E l'1-1 dell'Armando Picchi ha addirittura il sapore della beffa per i ragazzi di mister Paolo Indiani, che per lunghi tratti hanno messo sotto gli amaranto. È per questo che dalle parti del Mannucci, c'è addirittura un filo di amarezza per non essere riusciti a portare a termine l'impresa, declassata, si fa per dire, a "grande partita" dal gol di Maritato a poco più di dieci minuti dal fischio finale.
A far volare il Pontedera, nel primo tempo, ci ha pensato Andrea Gemignani, autore della prima rete del match. Quella che per quasi un'ora ha fatto sognare il centinaio di tifosi presenti nel settore ospiti. «La vittoria di Prato ci ha dato sicurezza, ci ha fatto capire che se stiamo uniti possiamo fare cose incredibili. Abbiamo formato un gruppo solido, dove ognuno sa come e quando aiutare il compagno», spiega Gemignani, che dopo la rete, a proposito di gruppo, è corso verso la panchina ed è stato sommerso dall'abbraccio dei compagni.
Prima l'Arezzo, poi il Livorno: due big domate in altrettante settimane. Ed è solo l'inizio: «Una piccola impresa l'abbiamo già compiuta - dice ancora l'esterno sinistro cresciuto nell'Empoli - ma sono convinto che possiamo fare di più. Non vogliamo fermarci, vogliamo realizzare qualcosa di importante, partendo dalla conquista della salvezza». Andrea Gemignani suona la carica e sogna. Il Pontedera è finalmente tornato la "variabile impazzita" degli anni scorsi, in grado di dare fastidio a qualsiasi avversario, seppur con una squadra giovanissima.
«Dopo la sconfitta con la Cremonese ci siamo accorti di aver davvero toccato il fondo. Siamo stati male, perdere è brutto e le sconfitte bruciano sempre. La società ci ha fatto stare alcuni giorni in ritiro - racconta Gemignani - ne abbiamo approfittato per parlare e confrontarci. Ne siamo usciti carichi e determinati, e i risultati sono arrivati».
Domenica ancora una trasferta insidiosa, in casa della Giana Erminio: squadra solida, che pareggia molto e perde pochissimo. Per il Pontedera, la possibilità di scrivere un'altra pagina di quella che potrebbe diventare una favola. Senza fretta, però, perché se la rinascita è completata, l'impresa è ancora da scrivere. Dove possono arrivare i granata? Chissà. Come dice Gemignani: «È solo l'inizio».
Tommaso Silvi
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